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Autore Topic: Si, viaggiare...  (Letto 6382 volte)
ciocchetto
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« il: Luglio 13, 2008, 14:41:15 »

E' estate e le vacanze si avvicinano, se non sono già cominciate per alcuni di voi. Vorrei segnalarvi alcuni libri particolari, che parlano di viaggi; non sono un amante dei viaggi, perché sono pigro e perché soprattutto sto benissimo a casa mia. Eppure sono un appassionato di libri che parlano di viaggi; il motivo di questa strana perversione mi sfugge, o forse leggendo questi libri cerco la cura per questo strano tipo di malattia.
Ultimamente ho letto diversi libri di viaggi, per lo più strani o comunque molto particolari.
Avevo già segnalato "La leggenda dei monti naviganti" di Paolo Rumiz, che racconta del suo viaggio attraverso le due catene montuose italiane, le Alpi in bicicletta e gli Appennini in Topolino.
Eccovi un piccolo elenco di storie di viaggio che vi consiglio vivamente:

"Nessuno lo saprà", di Enrico Brizzi: cronaca di un viaggio a piedi dall'Argentario al Conero: un taglio per orizzontale dell'Italia centrale, per strade di campagna, a raccontare un'Italia silenziosa e che non appare nei TG e nei reality show.

"Mr. Fridge", di Tony Hawks: in effetti è la cronaca di una scommessa, fatta dall'autore cone degli amici durante una sbronza, scommessa in cui l'autore si è impegnato a fare il giro dell'Irlanda in autostop portandosi dietro un frigorifero; esilarante è dir poco, ma rende l'idea di cosa sia lo spirito di accoglienza irlandese.

"Le vie dei canti" e "In patagonia", due splendidi libri di viaggio "vero" narrati da Bruce Chatwin, il primo attraverso l'Australia e i misteri delle vie dei canti, appunti, degli aborigeni, mentre il secondo attraverso una delle più desolate e fredde terre del mondo abitato.

"E' oriente" di Paolo Rumiz, uno che evidentemente col viaggiare unisce l'utile (è un cronista di Repubblica) al dilettevole: viaggi anche qui non esattamente comodi, come quello da Trieste a Vienna in bicicletta, ma uniti da un filo rosso che segue il percorso della storia e delle tragedie che hanno scombussolato il cosidetto "oriente" di Europa, da Sarajevo a Mostar, per finire il viaggio a Istambul, in una parte d'Europa poca conosciuta e per dirla con un modo abusato, così vicina eppure così lontana.

"Il cammino di Santiago" di Paulo Coelho: indubbiamente il libro più strano, in cui il viaggio narrato è più quello spirituale che non quello che ogni anno migliaia di pellegrini, armati di zaini e conchiglie, iniziano sulla strada del santuario di San Giacomo.

Ora sto leggendo invece "Di buon passo", di Andrea Bocconi: anche qui un viaggio a piedi su un percorso a cavallo tra Toscana e Umbria, nel Casentino, attraverso i luoghi della tradizione francescana (se San Francesco è il patrono d'Italia ci sarà un perché).

Se poi a questi libri volete aggiungere qualche suggestione musicale (magari come sottofondo per la lettura), gli ultimi tre dischi di Loreena McKennitt possono andare benissimo, perché proprio di viaggi parlano: "The Mask & Mirror", "The Book of Secrets" e "An Ancient Muse", per un totale di una trentina di brani di ispirazione migratoria e che con le sonorità spaziano dal nord europa al medio oriente. Buona lettura e buon ascolto.
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« Risposta #1 il: Luglio 14, 2008, 19:07:21 »

E' estate e le vacanze si avvicinano, se non sono già cominciate per alcuni di voi. Vorrei segnalarvi alcuni libri particolari, che parlano di viaggi; non sono un amante dei viaggi, perché sono pigro e perché soprattutto sto benissimo a casa mia. Eppure sono un appassionato di libri che parlano di viaggi; il motivo di questa strana perversione mi sfugge, o forse leggendo questi libri cerco la cura per questo strano tipo di malattia. 

è un po' come vedere i posti su Internet... andarci di persona è meglio, se non altro per l'odore. Ieri sono stato alla festa di S. Calogero ad Agrigento... difficile capire perché perchè prima distribuiscano panini benedetti ai fedeli e poi se li tirino tra loro quando esce la statua del santo..., forse qualche libro ne dà qualche spiegazione, ma l'atomosfera (e il caldo) della cosa dal vivo è sicuramente meglio. Se il viaggio non è solo metafora ("invito al viaggio" di Battiato), meglio farlo di persona: si vive una volta sola ed è meglio fare tanti viaggi A/R che uno solo solo A
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« Risposta #2 il: Luglio 14, 2008, 21:59:58 »

non lo sapevo neanche io...
comunque trovai questo:

http://www.eventiesagre.it/Eventi_Religiosi/1317_San+Calogero.html

Sei in piena zona mia

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« Risposta #3 il: Luglio 15, 2008, 10:14:31 »

non sono un amante dei viaggi, perché sono pigro e perché soprattutto sto benissimo a casa mia. Eppure sono un appassionato di libri che parlano di viaggi; il motivo di questa strana perversione mi sfugge, o forse leggendo questi libri cerco la cura per questo strano tipo di malattia.
....mmmm..se dici così allora qui incominciamo a preoccuparci!!!! E che sarebbe questa pigrizia..viaggiare è un'esperienza dell'anima e x quanto bello e descrittivo un libro non riuscirà mai a rendere i profumi, le immagini e le sensazioni di un viaggio reale. I ricordi poi dureranno per sempre!
Quindi, secondo il mio modestissimo parere, il rimedio x la tua malattia è uno soltanto..butta le prime quattro cose che ti capitano in valigia e vai con il primo last minute che trovi!!! Una bella terapia d'urto e vedrai che risultati...e chissà che il viaggio imprevisto non regali anche delle piacevolissime sorprese....

FOSSE PER ME STAREI SEMPRE IN GIROOOOOOOOOOOOOOOOOO
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« Risposta #4 il: Luglio 15, 2008, 17:07:08 »

non lo sapevo neanche io...
comunque trovai questo:

http://www.eventiesagre.it/Eventi_Religiosi/1317_San+Calogero.html

Sei in piena zona mia

Mia nonna era di Sciacca e mio padre di Canicattì, parenti ne ho in varie parti della provincia di AG

Bacio le mani!!!


ho trovato Agrigento molto più viva dell'ultima volta... (una quindicina d'anni fa). Sempre posti fantastici in Sicilia cmq
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« Risposta #5 il: Luglio 15, 2008, 17:10:58 »

io ho un'altra strana sindrome...
sono pigro per stare fermo

quando vado a Roma da mia madre, non prendo l'ascensore perchè sono pigro e preferisco andare a piedi per le scale...
si, perchè so' tarmente pigro che me scoccia aspettà che l'ascensore ariva

a parte gli scherzi, viaggiare è una delle cose che con la pigrizia c'entrano poco...

sei sicuro che sei pigro? O hai più paura delle novità?

 
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« Risposta #6 il: Luglio 15, 2008, 20:13:54 »


sei sicuro che sei pigro? O hai più paura delle novità?


Parlando seriamente: a me piace fare le cose per bene, e per farlo ci vuole tempo.
Nel 2000 feci un viaggio organizzato in Irlanda che mi deluse parecchio (il viaggio, non l'Irlanda), perché troppo breve per come mi sarebbe piaciuto visitare quel paese. Purtroppo io ho solo 23 giorni di ferie l'anno, che dovrei sfruttare anche per riposarmi. E viaggiare come si deve non è esattamente il modo migliore di riposarsi. Dovrei prendermi qualche mese di aspettativa per fare un viaggio come dico io... 
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« Risposta #7 il: Luglio 15, 2008, 20:35:28 »

per me il viaggio è solo avventura lontana oppure nulla...

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« Risposta #8 il: Luglio 15, 2008, 22:15:43 »

per me il viaggio è solo avventura lontana oppure nulla...



Per me è già un'avventura e una nuova scoperta persino un dettaglio che non avevo mai notato nel portone di casa mia...
Evidentemente abbiamo esigenze e possibilità diverse.. 
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« Risposta #9 il: Luglio 15, 2008, 23:03:39 »

ah beh allora io ogni giorno faccio nuove scoperte ad esempio, sulle funzioni della Nikon D300 senza viaggiare

poi il Summer Fest ogni anno è un'avventura nuova , basta osservare anche solo gli sguardi dei personaggi dello staff, per scoprire nuove "funzioni" della loro follia

sempre senza viaggiare...
 
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