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16  Valentano Square.Tutto quello che c'è da dire sul nostro piccolo paese. / Dalla Piazza / Re: IL PARTITO DEI LELLI il: Aprile 04, 2006, 15:43:42
ghibli quale festa: la mia, la tua o la loro?
17  Valentano Square.Tutto quello che c'è da dire sul nostro piccolo paese. / Dalla Piazza / Re: IL PARTITO DEI LELLI il: Aprile 04, 2006, 15:35:43
Ghibli, senti che mi ha detto oggi un anziano signore....

SU DI UNA PANCHINA FORA'L PORTALONE
ME METTO SEDUTO APPOGGIATO AR BASTONE
SOVENTE LI VEDO TUTTI PASSARE
IN GRUPPI RIUNITI A CONFABULARE
SU QUALE SARA' LA DECISIONE
CHE CONSACRERA' QUESTA ELEZIONE
DI QUESTO PASSAGGIO PAGHEREMO IL ROGITO
PRIMA CHE MORO SE CANDIDERA' COGITO?

P.S. Gi@ dammi i nomi degli sposi e ti aiutero'.
18  Valentano Square.Tutto quello che c'è da dire sul nostro piccolo paese. / Dalla Piazza / Re: IL PARTITO DEI LELLI il: Aprile 04, 2006, 15:04:54
Caro ghibli, non posseggo la tua cultura ne so il latino. però una volta ho fatto parlare anche una sentinella di una base NATO. Visto che non vuoi stornellare con me a libeccio, ti rispondo oggi che tira tramontanella.....

CARO GHIBLI COLGO L'OCCASIONE
PER SPIEGARTI QUESTA SITUAZIONE
LA TUA REPLICA E' SUPERBA MA...
NON ARRIVI ALL'UVA E DICI CHE E' ACERBA?
QUEL CHE HO SCRITTO VIEN DALLA TRISTEZZA
DI ACCORGERSI CHE LA POLITICA E' MONNEZZA

CIAOO
19  Valentano Square.Tutto quello che c'è da dire sul nostro piccolo paese. / Dalla Piazza / Re: IL PARTITO DEI LELLI il: Aprile 03, 2006, 15:34:05
Piotr, vuoi la verità? Io non ho il computer.
20  Valentano Square.Tutto quello che c'è da dire sul nostro piccolo paese. / Dalla Piazza / Re: IL PARTITO DEI LELLI il: Aprile 03, 2006, 15:13:28
Piotr, per la storia di Silvio, oggi era l'ultimo tempo utile. Da stasera si tace. Non potevo fare altrimenti.
Se la possono stampare e leggere un po' per volta. Anche io ho problemi logistici. Da qui in poi prometto lo stillicidio.

D'UN GRAN PROBLEMA MI SON LIBERATO
SON DIVENTATO, DA CECCO, ALLUCCATO
21  Valentano Square.Tutto quello che c'è da dire sul nostro piccolo paese. / Dalla Piazza / Re: IL PARTITO DEI LELLI il: Aprile 03, 2006, 14:59:27
Si è sturata la vena e sono andate in corto le sinapsi. Questo è il frutto:

La storia di Silvio
Storia vera di un corvo vero

Al corvo che è in ognuno di noi.

Mamma Corvo era felice. Quella mattina le due uova, deposte in una nicchia nelle mura di un antico castello, si erano rotte. Due esserini teneri e spennati la guardavano con occhi velati. Uno dei due era però più piccolo del normale. Mamma Corvo se ne accorse, e per farlo crescere sano e forte, pensò di imboccarlo per primo ad ogni pasto.
Il piccolo corvo imparò a spalancare il becco e a gracchiare forte prima del fratello, per la gioia della mamma che lo imboccava con amore.
Dopo un mese, allo spuntare delle prime penne, Mamma Corvo si rese conto che il suo figliolo prediletto era cresciuto a dismisura in larghezza e pochissimo in altezza, mentre l’altro era di media misura e sciupato. Decise di mettere il primo a dieta e di imboccare solo il fratello al pasto successivo. Lasciò il nido incustodito e andò a cercare del cibo. Il piccolo corvo, come tutti i piccoli di animale, era molto esuberante e si  muoveva in continuazione.
Il fratello, che era stufo, approfittò dell’assenza della madre e lo spinse fuori dal nido a forza. Il piccolo corvo cadde, atterrò con un tonfo sordo, e si ruppe una zampa. Passò di lì un bambino che lo raccolse e lo portò dal nonno. Il nonno accolse il corvo come un figlio. Per prima cosa gli curò la zampa, steccandola con tanto di fasciatura, poi lo imboccò con un po’ di carne macinata. Il nonno si stupì dell’appetito del piccolo corvo, e scelse per lui il nome Silvio, che in lingua indigena significava “Colui Che Ha Sempre Ragione”.
La zampa, nonostante la steccatura, non guariva, e il nonno pensò di ingessargliela. L’ingessatura permise a Silvio di esplorare il suo piccolo mondo. Imparò a convivere con il suo handicap, e a relazionarsi con gli uomini. Come tutti gli animali in cattività, assunse atteggiamenti tipici degli umani, e reagì male.
Diventò geloso del nonno, e cominciò a fare dispetti a tutte le persone della famiglia. Al figlio fumatore spezzò tutte le sigarette con un solo colpo di becco. Alla nonna che puliva la Casa depositò escrementi ovunque. Al nipotino nascose i giocattoli sopra il tetto, ultima meta che aveva raggiunto durante le prove di volo.
Giunse il tempo di togliere l’ingessatura, e con sorpresa il nonno si accorse che Silvio era rimasto zoppo. Da bravo corvo tenace, l’animale si allenò a saltellare, anche se il dondolio era accentuato dal peso. Spesso cappottava. Intensificò le prove di volo e, poiché era diventato anche curioso, si spinse fin dentro la casa di un vicino che stava potando le rose. Atterrò con un rimbalzo nella camera da letto dove la moglie riposava. La donna si svegliò di soprassalto e cominciò ad urlare. Il marito corse subito, e, visto il corvo obeso, esclamò: << Ma è solo Silvio!!>>
Prese l’animale e lo restituì al nonno. Silvio continuò a crescere e diventò un corvo adulto. Le sue penne nere ora avevano riflessi azzurri, a volte verdi, e il suo becco si fece più forte e grande. Dagli umani apprese il vizio della colazione con il cornetto caldo e l’abitudine di fare il bagno con la barchetta nella vasca immaginando di stare in Sardegna.
Cercò anche di comunicare, ma emetteva suoni sgradevoli. Parlare come gli umani era difficile e non riusciva a coniugare il verbo “Consentire” in modo corretto. Era diventato anche aggressivo nei confronti degli altri volatili. Se un merlo entrava nel giardino del nonno, cominciava a gracchiare forte e lo scacciava a beccate. In realtà li invidiava perché potevano volare, mentre lui, sempre più grasso, proprio non ci riusciva. L’ossessione per il cibo lo aveva spinto anche a rubare, tanto che i vicini organizzarono un rapimento per mettere fine ai suoi metodici saccheggi. Un giorno, mentre rubava un pezzo di torta, due di loro lo catturarono e con una corda rossa gli legarono la zampa a un albero del bosco. Silvio si infuriò, e cominciò a beccare le corda come aveva fatto fare a un picchio in un documentario di Quark. Riuscì a liberarsi dopo due giorni e tornò a casa pieno di rancore. Riferì tutto al nonno, e da bravo bugiardo, non disse che i vicini lo avevano sorpreso a rubare. Il nonno era preoccupato per Silvio. Il comportamento del corvo era peggiorato e in Casa si lamentavano tutti di non essere liberi di lasciare la chiave della macchina sul tavolo. La macchina era l’ultima mania di Silvio. Aveva capito che non sarebbe mai riuscito a volare, e decise di ricorrere alla simulazione. Se vedeva una macchina parcheggiata, aspettava che il conducente salisse e, a motore acceso, piombava sul tettino. Quando la velocità cominciava ad aumentare, apriva le ali e si godeva l’ebbrezza di quel volo virtuale. Le persone si accorgevano della presenza di Silvio a metà percorso e lo riportavano indietro. La situazione peggiorò quando una mattina, a colazione, Silvio sentì il nonno dire alla nonna che sarebbe andato a trovare il fratello che viveva in un paese a parecchi chilometri di distanza. Silvio si appostò sul tettino della macchina in attesa del nonno che, non appena lo vide, lo prese e lo portò in giardino. Ma il corvo insisteva. Così il nonno decise di mettere Silvio in una gabbia appesa a un albero e partì. Silvio cominciò a gracchiare forte per la rabbia. Gli altri uccelli che spesso venivano scacciati dal giardino accorsero subito e, visto Silvio in gabbia per la prima volta, cominciarono a fare i versi al corvo. Alcuni prendevano i suoi oggetti, andavano sotto la gabbia e gli facevano le pernacchie. Altri entravano nella sua vasca personale e giocavano ad affondare la sua barchetta. Venne anche mamma piccione cui Silvio aveva mangiato i piccoli appena nati e si unì agli altri. Silvio gracchiò talmente tanto che gli uscì il sangue dal becco e meditò vendetta.
Il nonno tornò la sera e, richiamato dallo schiamazzo, entrò in giardino. La scena era apocalittica. Silvio perdeva sangue e schiuma dalla bocca e gli altri lo deridevano. Scacciò gli uccelli e liberò il corvo. Nel frattempo, passava la macchina dei vicini che andavano in vacanza in Tunisia. Con un piccolo volo atterrò sul tettino, e senza guardarsi indietro andò via…
   Dove sarà Silvio? Tornerà mai? Cogitate, gente, cogitate.
COGITO.

P.S. Dopo questa, l’insulto è lecito. Ciao.
22  Valentano Square.Tutto quello che c'è da dire sul nostro piccolo paese. / Dalla Piazza / Re: IL PARTITO DEI LELLI il: Aprile 03, 2006, 14:54:42
   Picchiatelli di tutto il mondo!!
Eccovi ciò che avevo promesso. Queste pillole sono a base di Cercoderide®, principio attivo efficacissimo contro la tristezza da elezioni. Se vedete che dopo l’assunzione ridete troppo, prendete l’antidoto, cioè due gocce di Ghiblifort®.

   Le Sturmtruppen:
QUESTO TANFO É MICIDIALEN
SEMBRA PUZZO DI CINGHIALEN
VI PORTIAMO IL KARRARMATEN
E SEI TRUPPEN DI SOLDATEN
KOSÍ L’ARIA SARÁ BUONEN
SE VINCIAMO LE ELEZIONEN (KAKKIATEN)
   
   La Chiromante:
CON LA MIA PALLA VEDO IL FUTURO
PAGAR LE BOLLETTE SARÁ ANCOR PIÙ DURO
HO FATTO ANCHE UN GIRO DI CARTE
NON SI PREVEDE UNA BUONA SORTE
VI SVELERÓ I NUMERI DA GIOCARE
SE VOI PROMETTETE DI ANDARE A VOTARE

   Branko e le Stelle:
HO FATTO L’OROSCOPO A TUTTI QUANTI
LA LUNA É NEL SEGNO E C’HA GIOVE DAVANTI
QUESTA É UN’ANOMALA POSIZIONE
CONSIGLIO PRUDENZA PER L’ELEZIONE

Fosbury parlerà la prossima volta, all’ultimo salto (rovesciato) s’è rovinato. L’induista l’ha accompagnato all’ospedale e l’ha ricoverato. Parleranno con il tartufaio e l’ex ministro della sanità.

Goiamente,
COGITO.

P.S. Per Ghibli: …non saprei…
IL PONENTE PRIMA VIENE E POI SE PENTE
IL MAESTRALE MANDA TUTTI ALL’OSPEDALE
IL GRECALE TIRA FUORI LA LATENZA MANIACALE
LA BORA DE CAPOCCIA MANNA FORA
PERÓ IL LIBECCIO RENDE IL VERSO CASARECCIO
Si, il libeccio per noi andrebbe bene… cosa proponi?

Per Emilino:
QUESTA BESTIA É ASSAI FANTOZZIANA
TRATTASI SOLO DI BELVA UMANA
SE CON PRECISIONE LA VUOI INDIVIDUARE
ALL’UFFICIO ANAGRAFE TI TOCCA ANDARE
QUANDO L’AVRAI CATALOGATA
NEL PARTICOLARE BEN STUDIATA
TI ACCORGERAI CON GRANDE STUPORE
CHE ERA SOLO UN ELETTORE
CUI IL DIVERTIMENTO É RISERVATO
SOLO SE MANTIENE L’ANONIMATO.
23  Valentano Square.Tutto quello che c'è da dire sul nostro piccolo paese. / Dalla Piazza / Re: IL PARTITO DEI LELLI il: Aprile 02, 2006, 17:31:29

Popolazione!!
Si riparte. Chi ha paura di perdersi può piantare un grosso chiodo nel pavimento e legarci il piede (La corda tagliatela corta). Per voi quattro gocce di Lellicalm, potente farmaco contro il mal di stomaco.

   Re Artù:
QUESTA VOLTA É GRANDE IL COMPLOTTO
NE HO PARLATO CON LANCILLOTTO
RIUNIRÓ TOSTO OGNI CONTRADA
COMBATTEREMO A FILO DI SPADA
POI FINALMENTE POTRÓRIPOSARE
E CON GINEVRA ANDRÓ A VOTARE

   L’Archeologo:
HO TROVATO UNA STELE ASSAI STRANA
D’ORO CON SCRITTE IN FILIGRANA
LELLOSUS APPARE A FINE DISCORSO
SARÀ LA FIRMA D’UN AVO PERSO?
LA COSA MI PUZZA, E PER PREVENZIONE
NON VADO A VOTARE ALL’ELEZIONE

   L’Astrofisica Margarita Yak:
SCRUTO I PIANETI, OSSERVO LE STELLE
NOTO UN GRAN GIRAMENTO DI PALLE
DI SATURNO RICONTO GLI ANELLI
E PER GRAVITÀ VOTO I LELLI.

   Il Navigatore Internet:
IO DELLA CHAT SONO UNO SCHIAVO
SMISI UNA VOLTA, PE’N PO’ COLLASSAVO
‘NA SERA DE MARZO MENTRE, NAVIGAVO
MI PERSI PIÙ VOLTE QUANDO LEGGEVO
AMARE IL COMPUTER E LA VIRTUALITÀ
FORSE M’AIUTA QUEST’ANNO A VOTA’.

   La prossima volta parleranno: Le Sturmtruppen, la chiromante, Branko e le Stelle, l’induista e il suo amico Fosbury, l’inventore del salto in alto rovesciato.
Hasta la vista.
COGITO
P.S. Ma come funziona questa classifica? Non sarà che si nasce cecchi e si muore beEEEH!!! (Scusate, m’è uscito il belato).
Gi@, non ti preoccupare: io quando comincio a ridere devono portarmi via.

Per Emilino:
LA MUCCA FA MUUUH
IL LUPO FA AUUUH
IL GATTO FA MIAO
COGITO FA CIAO (Te la sei cercata).

   Ora ascolta un brano dei Curiosity killed the Cat. Quando non ne puoi più, ascolta il brano Rispetto, dell’amico Zucchero.

   Per Ghibli:
Ghibli, sei veramente alluccato. Io scrivo a tramontana, ma tu quando lo scirocco tira forte!!!
24  Valentano Square.Tutto quello che c'è da dire sul nostro piccolo paese. / Dalla Piazza / Re: IL PARTITO DEI LELLI il: Marzo 23, 2006, 15:21:07
   Ciao a tutti… e grazie!
Sarò breve. Non vorrei che qualcuno debba prendersi un altro giorno di ferie o che ci perdiamo ancora (Stavolta non si torna). Ve ne dico quattro.

   L’intercettatore telefonico:
IN QUESTO PERIODO HO MOLTO DA FARE
STO SOLO SOLETTO SELERTE A SPIARE
DI OGNI FAZIONE CONOSCO L’INCIUCIO
IL REGISTRATORE A MOMENTI LO BRUCIO
SE QUESTA VOLTA VINCONO I LELLI
SPIO ANCHE LORO MA ATTACCO I CARTELLI

   L’alchimista:
STO TUTTO IL GIORNO A FARE POZIONI
NE INVENTERÓ UNA PER QUESTE ELEZIONI
SCEGLIERÓ DUNQUE IL COLORE ADATTO
LA INIETTERÓ NELL’ACQUEDOTTO
E ANDRANNO ALLE URNE SOLO QUELLI
CHE ALLE COMUNALI VOTANO I LELLI

   Il calzolaio lungimirante:
AGGIUSTO OGNI GIORNO SCARPE E CIABATTE
A FARE I TACCHI NESSUNO MI BATTE
SE I SARACONIO NESSUNO LI VUOLE
VERRANO I LELLI A RIFACCE LE SOLE

   Il bullo del paese:
IN GIRO SE DICE CHE SO’ FANNULLONE
CON GRIFFE E CRESTONI SO’ N’GRAN TAMARRONE
ESSERE UN BULLO É GRAN CONVENIENZA
VI EDUCO A MODO CON LA VIOLENZA
RADUNERÓ ANCHE TUTTI I PISCHELLI
A SUON DE c@**oTTI VOTERANNO I LELLI

   La prossima volta parleranno: Re Artù, l’astrofisica Margarita Yak, l’archeologo e l’induista. Se vi interessa, appariranno in sito le seguenti rubriche:
L’ANGOLO DEL BIORITMO by Cerebro Leso
DILLO A COGITO by Cogito (Consigli in rima per ogni problema)
ONDA ALFA by Burian
PAROLE SCROCIATE by Batte Inzaghi

In fede. Cogito.

P.S. Onorato della definizione “Cecco”, la dedico al mio amico Angiolieri.
25  Valentano Square.Tutto quello che c'è da dire sul nostro piccolo paese. / Dalla Piazza / IL PARTITO DEI LELLI il: Marzo 17, 2006, 19:01:26
IL PARTITO DEI LELLI
BREVE FAVOLA AGRODOLCE E SEMISERIA SU COME LA STORIA SI        RIPETE….

                                                                               A MIA MADRE
                                                                 E A TUTTI QUELLI CHE
                                                      RIESCONO ANCORA A                                                 
                                                                               RIDERE….
Questa è la storia di San Saraconio, piccolo paese immaginario situato su una collina con vista sul mare……La vista sul mare era l’unica cosa bella che era rimasta agli abitanti del posto. Si, perché anche se l’aria era buona  il cibo salutare e i ritmi lenti nessuno era felice in quel paese. Il medico e il farmacista, per primi, si erano accorti di tutto questo. Da un po’ di tempo, infatti, tutti soffrivano di mal di pancia e nonostante si fosse cercata una cura adatta, i malati aumentavano. I sintomi erano gli stessi per tutti: mal di pancia e tristezza. Nessuno lo diceva apertamente al dottore ma tutti sapevano perché erano tristi: presto ci sarebbero state di nuovo le elezioni comunali. Sarebbero stati di nuovo chiamati a votare. E che problema c’è a votare, direte voi? Nessuno, se a SAN SARACONIO non fosse successo quello che era successo in quegli anni………….
SAN SARACONIO era un paese piccolo, dove si conoscevano tutti: un prete, un dottore, due carabinieri, un benzinaio e soprattutto cognomi in comune. Il più diffuso era Saraconio, in onore di SAN SARACONIO, santo nativo del posto che aveva salvato il paese dall’invasione dei Bettini nell’anno 1280. I Saraconio erano numerosi, anche se appartenenti a stirpi ben distinte. Venne così a crearsi l’imbarazzante situazione dell’omonimia. Più di una persona si chiamava LELLO SARACONIO e avendo ognuno idee politiche diverse a ogni elezione comunale c’era sempre un Lello Saraconio diverso a presentarsi come Sindaco. La gente accettava di buon grado tutto questo, in fondo il paese è pieno di Lello Saraconio, si dicevano. Erano tutti abbastanza rassegnati, tanto che negli ultimi venti anni si erano susseguiti ben tre Sindaci con tale nome. I Saraconio  avevano avuto avversari degni alle elezioni, con nomi diversi e li avevano battuti tutti. Erano talmente convinti che la loro fosse una missione e che la svolgessero così bene che uno dei tre Lello decise di cambiare nome all’edificio comunale ribattezzandolo PALAZZO TRIBALE, fece una festa con tanto di corona d’alloro,torta, spumante e banda musicale. Ma alla scadenza del mandato dell’ultima amministrazione comunale vennero rese pubbliche le liste degli aspiranti Sindaco al Comune di SAN SARACONIO e…..meraviglia delle meraviglie furono affisse due liste, l’una contro l’altra armate, capeggiate ognuna da un Lello Saraconio. Era l’ultima goccia. Sempre più persone si sentirono male e chi già soffriva si sentì peggio. Fu così che una sera, in una cantina, si ritrovarono un gruppo di amici, avviliti dagli anni e dagli eventi. Erano stanchi di tutti quei Lello Saraconio. Davanti a un bicchiere di vino decisero di fare qualcosa per il bene della comunità, di portare un po’ di aria fresca, di alternativa. Nell’illegalità  fondarono il GRUPPO D’INDIGNAZIONE POPOLARE che proponeva una lista alternativa alle due già presentate e permetteva a tutti di dire la propria idea. Poiché la cantina era di proprietà dei fratelli Lelli, per non fare torto a nessuno dei due li misero insieme come capilista. Nacque cosi il PARTITO DEI LELLI. La voce si diffuse e ogni abitante del paese, desideroso di dire la sua, recapitò al Gruppo d’Indignazione Popolare una slogan elettorale, naturalmente nel perfetto anonimato, l’uno all’insaputa degli altri. Il primo a farlo fu DON COLLIONE, un prete cacciato dalla diocesi perché predicava contro l’invidia e era troppo cristiano per essere cattolico….
IO C’HO LA JEEP TI C’HAI LA PELLICCIA
IO C’HO LA PISCINA TU C’HAI I CASTELLI
TORNEREMO AD ESSERE TUTTI FRATELLI
SE ALLE COMUNALI VINCONO I LELLI

…Un vegetariano pentito, deluso dai pesticidi e dagli OGM che sperava di poter mangiare un giorno un pomodoro vero:
NON SIAMO MELE NON SIAMO PERE
NON SIAMO FAVE NON SIAMO PISELLI
MA ALLE COMUNALI VOTATE I LELLI.

Il cieco che aveva deciso di non vedere per non pensare ma purtroppo non era sordo:
SE GLI ALTRI PENSANO CHE L’UNICA LUCE CHE BRILLA NEI TUOI OCCHI SIA QUELLA CHE FILTRA DALLE ORECCHIE NON CI STIAMO, SIAMO RIBELLI.
VOTIAMO I LELLI.

Un invali do, con una protesi alla mano destra e scriveva con la sinistra:
SE PENSATE CHE QUESTA VOLTA VI CASCHERA’ UNA MANO
ALLE COMUNALI VOTATE I LELLI

Il solito ironico:
SE E’ DA UNA VITA CHE TI SENTI UN LELLO VOTA I LELLI

Il macellaio:
SE GALLINA VECCHIA FA BUON BRODO
VOTATE I LELLI

Il cappellaio abusivo:
ABBIAMO LE SCIARPE ABBIAMO I CAPPELLI
ABBIAMO LE TESTE ABBIAMO I CERVELLI
ALLE COMUNALI POTETE ANCHE VOTARE I LELLI

Il socio WWF che a quel punto della sua vita non sapeva che animale fosse:
NON SIAMO COCCODRILLI NON SIAMO CAMMELLI
NON SIAMO PECORE NON SIAMO AGNELLI
SIAMO BESTIE DIVERSE! VOTA I LELLI

Il pessimista:
SE COME FAI FAI MALE VOTA I LELLI

La donna divorziata perché tradita e ora amava due uomini sposati contemporaneamente:
SE UN LELLO NON VI BASTA PIU’ VOTATE  I LELLI

La donna che non ne poteva più:
SE NON VI PIACE LA MINESTRA RISCALDATA VOTATE I LELLI

Il pasticcere che decorava i dolci con i fiori, cui non avevano ordinato mai una torta per le inaugurazioni  né avevano permesso di spartirne una:
SE SEI UNA CIAMBELLA NOI SIAMO IL BUCO
SE SEI UN FIORE NOI SIAMO I PISTILLI
ALLE COMUNALI VOTATE I LELLI

Il farmacista, stanco delle code che si creavano per l’acquisto dei lassativi, che costavano poco e lo aspirina facevano lavorare tanto:
BASTA LASSATIVI, BASTA PURGHE!!! LIBERATEVI NATURALMENTE!!!
VEDRETE! SARETE PIU’ BELLI SE ALLE COMUNALI VOTATE I LELLI

Il dottore rassegnato perché aveva capito troppo tardi il motivo di tanto male:
NON C’E’ AULIN NON C’E’ ASPIRINA
NON C’E’ MAALOX NON C’E’ CODEINA
SE OLTRE ALLO STOMACO HAI MALE AI BUDELLI
PASSA TUTTO SE VOTI I LELLI

Il ladro del paese:
HO APERTO LE PORTE HO APERTO I CANCELLI
HO LE CHIAVI DI TUTTI IO C’HO I GRIMALDELLI
MA SE PROPRIO DEVO VOTARE VOTERO’ I LELLI

Il gioielliere:
NON SONO DIAMANTI NON SONO RUBINI
NON SONO LE FEDI NON SONO GLI ANELLI
SON PRONTO A SCOMMETTERE SUI MIEI GIOIELLI
CHE ALLE COMUNALI VINCONO I LELLI

Il comunista distratto:
VI ABBIAMO PROMESSO NON ABBIAMO MAI DATO
MA IL MONDO E’ DIVERSO, ME LO ERO SCORDATO
LO GIURO! FONDERO’ IN UN BLOCCO TUTTE LE FALCI E I MARTELLI
SE ALLE COMUNALI VINCONO I LELLI

Il democristiano convinto:
SON BUONO LO SO, SON GIUSTO  LO VEDO
STO IN MEZZO LO DICO PERO’ NON LO CREDO
MI CASCHI LO SCUDO! SARANNO DEL MIO ORTO I GIGLI PIU’ BELLI
SE ALLE COMUNALI VINCONO I LELLI

Il socialista indeciso:
CINQUE ANNI SON PASSATI, TUTTI I DUBBI DISSIPATI
PROMETTEVANO DI FARMI CAVALIERE, M’HANNO PRESO A CALCI NEL SEDERE
DI CAVALIERE CE N’E’ UNO SOLO! HANNO DETTO TUTTI IN CORO
I MIEI GAROFANI SARANNO I PIU’ BELLI SE ALLE COMUNALI VINCONO I LELLI

L’anarchico nostalgico:
NON E’ LA FIAMMA NON E’ IL  BIANCOFIORE
NON E’ L’AZZURRO NON E’ IL TRICOLORE
NON SONO LE FALCI NON SONO I MARTELLI
VOTATELI PURE, SONO I LELLI

Il fascista buonista:
LO SO C’HO RAGIONE SO IO COSA FARE
SO BELLO, POTENTE, NON MI MANCA NIENTE
MA STECCATO FARO’ DEI MIEI MANGANELLI
SE ALLE COMUNALI VINCONO I LELLI

La parrucchiera generosa:
PAGA LA ROSSA PAGA LA BRUNA
PAGA LA BIONDA PAGA LA CASTANA
MA FARO’ GRATIS A TUTTI I CAPELLI SE ALLE COMUNALI VINCONO I LELLI

Il radicale stanco dei digiuni:
NON MANGIO SON MAGRO, NON BEVO SON VERDE
QUI NON SI SA MAI CHI VINCE O CHI PERDE
IO CONTO POCO, ORMAI CHI TI SENTE
LO FANNO TUTTI E FANNO FINTA DI NIENTE
MA ORA LO SO!LA MIA ROSA NON AVRA’ SPINE MA SPINELLI
SE ALLE COMUNALI VINCONO I LELLI

Il poeta alternativo innamorato, che voleva le donne in politica:
TRAMONTA IL SOLE BRILLANO LE STELLE
SE NON VOTI I LELLI PUOI VOTARE LE LELLE

Anche lo psichiatra, chiamato dal dottore del paese per risolvere il problema della tristezza, propose la sua idea:
SOFFRITE, LO SO, NON AVEVO CAPITO, LA PIAGA ERA GRANDE E C’HO MESSO IL DITO. DARO’ LE PASTIGLIE A QUEI BRUTTI MONELLI, PROMETTO CHE NON STRIZZERO’ PIU’ CERVELLI SE ALLE COMUNALI VINCONO I LELLI

L’estetista dietista:
VEDRETE, HO UN SISTEMA CHE E’ NUOVO
CON QUESTO VI TOLGO ANCHE IL PELO NELL’UOVO
LO GIURO! QUEST’ANNO SARETE PIU’ SNELLI
SE ALLE COMUNALI VINCONO I LELLI

Il proprietario del consorzio agrario:
VI VENDO IL BECCHIME VI VENDO IL POLLIME
VI VENDO LA LENZA, NE HO PIENA UNA STANZA
REGALERO’ A TUTTI I MIEI MULINELLI SE ALLE COMUNALI VINCONO I LELLI

Il preside del comprensorio scolastico:
VERRA’ IL PROFESSORE, VERRA’ LA MAESTRA, VERRA’ IL SEGRETARIO, VERRANNO GLI IMPIEGATI, VERRANNO GLI ALUNNI:
SARANNO PRESENTI ANCHE TUTTI I BIDELLI SE ALLE COMUNALI VINCONO I LELLI

Il cuoco dell’unica taverna del paese, che non cucinava più:
MAI PIU’ LE FETTINE, PROMETTO UN BUIONE
MAI PIU’ MINESTRINE, PROMETTO I LOMBRICHELLI
RIACCENDERO’ QUINDI TUTTI I FORNELLI
CO’ UN PO’ DE RICOTTA VE FO DU’ TORTELLI
SE ALLE COMUNALI VINCONO I LELLI

La passionista che faceva fioretti in nome della comunità per farla guarire….
HO PREGATO TANTO NON SONO STATA ASCOLTATA
SON MESI CHE MANGIO SOLTANTO FRITTATA
HO PIANTO PER GIORNI LACRIME AMARE
DOVRO’ ANCHE STAVOLTA ANDARE A VOTARE
MI  RAPERO’ A ZERO ANCHE TUTTI I CAPELLI
SE ALLE COMUNALI NON VINCONO I LELLI

Uno dei tanti Lello Saraconio che abitavano nel paese:
ORMAI L’HO CAPITO NON SI TORNA INDIETRO
UNA MANO E’ DAVANTI E L’ALTRA STA DIETRO
MA CAMBIERO’ NOME DA LELLO A SEMPRONIO
SE ALLE COMUNALI VINCERA’ UN SARACONIO

Il maestro della banda musicale:
NUN C’HO LA GRAN CASSA NUN VIE’ L’OTTAVINO
S’E’ ROTTO IL TROMBONE HO PERSO IL CLARINO
CO’ DU’ MAJORETTES CINQUE O SEI TAMBURELLI
SUONO PURE IO SE VINCONO I LELLI

I presidente  del circolo cacciatori:
NON SPARERO’ ALLA LEPRE NON SPARERO’ AL CINGHIALE
NON SPARERO’ AI CERVI NON VOLEVO FAR DEL MALE
LASCERO’ LIBERI PURE GLI UCCELLI
SE ALLE COMUNALI VINCONO I LELLI

Il motociclista patito di motori:
HO VENDUTO L’HONDA NON M’ERA PIACIUTA
HO VENDUTO LA PANDA ME S’ERA INGRIPPATA
MI VENDO IL SUZUKI E MI FACCIO IL BENELLI
E ALLE COMUNALI VOTO I LELLI

La guardia comunale:
DI FARVI LE MULTE NON HO PIU’ INTENZIONE
IO SONO L’ADDETTO ALLA CIRCOLAZIONE
VI BECCO SOVENTE IN SOSTA VIETATA
LA POPOLAZIONE E’ INDISCIPLINATA
PER QUESTO IO GODO DI UN GRANDE POTERE
PERO’ QUESTA VOLTA VI FACCIO VEDERE
CHE NON MULTERO’ NE QUESTI NE QUELLI
SE ALLE COMUNALI VINCONO I LELLI

Il matematico rese nota la sua equazione:
S x S x S = S3

L’analfabeta:
XXXXXX XXXX X XXXXXXXX
XX XXXX XX X
X XXXX   I LELLI

L’ingegnere genetico Lello Saraconio  emigrato negli USA che si era fatto le analisi da solo:
NON E’ PIU’ UN MISTERO ADESSO SI SA
IL POTERE NEI SARACONIO STA NEL DNA

Il mago:
SARA’ L’ESPERIENZA SARA’ LA FORTUNA
CO’ NA BACCHETTATA E’ SPARITA LA LUNA
VI STUPIRO’ CON EFFETTI SPECIALI

SE I LELLI VINCONO ALLE COMUNALI

L’allergico:
CO’ LA PANNATARA ME SO’ STROZZATO
L’ACARO POI M’HA QUASI AMMAZZATO
CON L’ANTI ISTAMINICO E IL CORTISONE
IO CE FACCIO COLAZIONE
SE PEI SARACONIO NON ESISTE VACCINO
VEDEMO COI LELLI SE C’ANNAMO VICINO

L’ubriaco:
IO PRENDO LE CURVE O LARGHE O STRETTE
COMINCIO ALLE OTTO E SMETTO ALLE  settembre
SE AI SARACONIO LA BOTTA J’ARRIVA
STAVOLTA LA SBORNIA SARA’ COLLETTIVA

Il pappagallo del sindaco che assisteva a tutti i consigli comunali:
A SAN SARACONIO VA SEMPRE DI MODA
METTERE A TUTTI IL SALE SULLA CODA
NON SONO UNA CECCA NON SONO UN CUCULO
ADESSO BASTA PREN…..CREEEK!

Il bombarolo  che faceva gli attentati dinamitardi:
CON LA DINAMITE NON HA FUNZIONATO
HO USATO IL TRITOLO C’HO UN DITO AMPUTATO
CON LA BOMBA CARTA HO BRUCIATO LA CANTINA
COL PLASTICO IERI M’E’ SCOPPIATA LA CUCINA
IO CHE DAREI FOCO A TUTTO ER PAESE
PROMETTO CHE SMETTO FRA QUALCHE MESE
SE PERDONO I SARACONIO E VINCONO I LELLI
SMETTO COI BOTTI E SCRIVERO’ STORNELLI

L’addetto alle tumulazioni:
VOI DITE IL TUO POSTO NON E’ TRA I MIGLIORI
TRA LAPIDI BARE E MAZZI DI FIORI
MA IL BELLO DI QUESTO LAVORO SE VOI SIETE I GUITTI
E’ CHE QUA TUTTI SE NE STANNO ZITTI
A QUESTE PERSONE DAREI IO L’ENCOMIO
DI MIGLIORI ABITANTI DI SAN SARACONIO

L’operatore ecologico raccomandato:
DA ANNI RACCOLGO CICCHE E CARTACCE
TE CAMBIAMO POSTO….SO’ TUTTE   FREGNACCE
DA SEMRE IO FACCIO LO STESSO MESTIERE
E’ L’ULTIMA VOLTA CHE LECCO UN SEDERE
DI AVER DEI PARENTI IO PAGO LO SCOTTO
SE UN LELLO STA SOPRA L’ALTRO STA SOTTO
PER ME SI PROSPETTANO TEMPI  PIU’ BELLI
LA MI MA E’ NA SARACONIO MA IL MI BA E’ UN LELLI

Il pittore che non dipingeva più:
ALL’ULTIMA MOSTRA C’HO MESSO LA CROCE
TI DICONO BRAVO MA LA CRITICA E’ FEROCE
COSI’ PIU’ NON TAGLIO LA BARBA E I CAPELLI
TE DANNO LA BIADA COME AI CAVALLI
RIPRENDERO’ IN MANO TAVOLOZZA E PENNELLI
SE ALLE COMUNALI VINCONO I LELLI

L’impiegato degli uffici comunali:
SI VOI LI CAMBIATE MA IO STO SEMPRE QUI
OGNI PO’ PO’ VOTATE MA E’ SEMPRE COSI’
DA ANNI SE SONA LA STESSA CANZONE
ANCHE SE CAMBIA AMMINISTRAZIONE
VI POSSO DIRE ANCHE IO CON SODDISFAZIONE
CHE I SARACONIO C’HANNO ROTTO LE ……….

Paperino & company:
HO DETTO IL MIO SOGNO A ZIO PAPERONE
MI FINANZIEREBBE LA RIVOLUZIONE
PER FARE POI UNA COSA PERFETTA
ARRUOLERO’ PURE IL COMMISSARIO MANETTA
E SE CLARABELLA CONVINCE ANCHE ORAZIO
SARA’ QUESTA LA VOLTA CHE MI LEVO UNO SFIZIO
DI METTERE FINE A STO FUNERALE
SE VINCONO I LELLI SARA’ UN CARNEVALE

La lavandaia:
MI PRESENTO SONO LA BICE
DI TUTTO IL PAESE LAVO CAMICIE

MA NON DATE RETTA A QUEL CHE SI DICE
QUELLO CHE E’ ZOZZO VA IN LAVATRICE
VI STIRERO’ GRATIS TUTTI I MANTELLI
SE ALLE COMUNALI VINCONO I LELLI

Lo studente perplesso:
CHE GRANDE FATICA ESSER STUDENTE
DI QUESTE ELEZIONI NON HO CAPITO NIENTE
E’ DA ‘NA VITA CHE ME FATE STUDIA’
CO’ STO PEZZO DE CARTA CHE C’HO DA FA’?
STUDIERO’ A DOVERE CICERONE E MONTALE
PERCHE’ NON VOTANDO NON FACCIO DEL MALE

Il buddista:
A OGNI ELEZIONE ME METTO SDRAIATO
BEATO NEL SONNO HO BEN MEDITATO

VI GUARDO DALL’ALTO DEL MIO N IRVANA
DA  QUI IL PAESE MI SEMBRA SAVANA
MI METTO D’IMPEGNO A LEVITARE
E I LELLI STAVOLTA VADO A VOTARE

Anche il pazzo del villaggio si liberò:
DICEVANO TUTTI CHE ERO UN PO’ SCEMO
SARA’, MA A STO’ GIRO ME SA C’ARISEMO
SE PARLO SARO’ AL PIU’ A   PUNITO
ANDRO’ A VILLA ROSA CON TANTO D’INVITO
MA SE UN’ALTRA VOLTA VINCERA’ UN SARACONIO
SAREMO IN PARECCHI A ANNA’ AR MANICOMIO

A quel punto anche dall’alto dei cieli giunse un messaggio:
SIGNORI!! A VOI NON HO NIENTE DA DIRE.
L’HO DETTO PIU’ VOLTE! NON  SIETE STATI A SENTIRE.
LA SANTA PAZIENZA STA ORMAI PER FINIRE.
SOMMERGERO’ TUTTI DAL PAGLIA ALL’URCIONIO
SE ALLE COMUNALI VINCERA’ UN SARACONIO!

E tanti  altri. Il gruppo d’indignazione popolare decise dunque di affiggere i manifesti con la lista
dei  Lelli, ben sapendo che  li avrebbero fatti togliere subito. Ma la voglia di cambiare era più for-
te e una notte, di nascosto, tutto il paese fu tappezzato da i manifesti e dai bigliettini che il popo-
lo aveva scritto. I Saraconio cercarono di fare  presto a ripulire tutto, ma ormai era troppo tardi.
Tutto San Saraconio  sapeva dell’esistenza della nuova lista dei Lelli. Giunse il giorno delle ele-
zioni, tutti in massa andarono a votare. Anche i malati andarono alle urne in carrozzella.
Al momento dello spoglio delle schede videro che tutti, a penna nera, avevano scritto:
IO VOTO  I LELLI
Fu un trionfo. I Lelli vinsero le elezioni e furono tutti e due nominati sindaci. Al popolo passò
Il mal di pancia, la tristezza e la vita tornò ad essere felice…..
….Ma dopo un anno, per ricordare il giorno in cui si liberarono dai Saraconio, i Lelli decisero di
cambiare nome al paese e lo chiamarono LELLOSO….
Il giorno dopo apparve uno scritto sul muro del palazzo tribale:

ARISEMO INFELICI ARISEMO SCONTENTE
STAVOLTA IL SORRISO C’ALLEGA LE DENTE
LO PENSAVA TRILUSSA LO DICEVA IL BELLI
SI NUN SO’ I SARACONIO SARANNO I LELLI.

Morale:
MORTO UN LELLO SE NE FA UN ALTRO. ANZI, DUE!



….Mi scuso con voi per avere parlato
ammetto di avervi ogni volta votato
non sono un Lelli ne un Saraconio
ma me benedicono pe’ Sant’Antonio

                              COGITO


                                              N’se sa che bestia sie!!!! ( la mi’ ma)

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Piotr The Writer

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