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Anonimato in rete By: robertom

Mantenere l'anonimato in rete è difficile, molto difficile.

Non è soltanto una questione tecnica.
Spesso non servono "log" o "ip": spesso ci si tradisce da soli.

Ovviamente tutto dipende dalla quantità dei possibili "candidati", ma spesso: si tende a sottovalutare troppi aspetti.

Per gli appassionati di analisi "strategiche" non dovrebbe essere dificile capire che tra le minacce esterne bisognerebbe mettere anche la possibilità che qualcuno riconosca dei "pattern comuni" relativi alle proprie debolezze...

errori grammaticali, impostazioni delle frasi, argomenti più "sentiti", il modo di rispondere e di autorispondere, abbreviazioni, cambi di contesto (incoscienti), etc... tutte debolezze che possono passare inosservate a chi li commette, ma che sono fonte di "illuminazione" per chi le osserva.

Non c'è bisogno di essere un "Guru" del marketing sociale per capire che l'anonimato è labile.

Non fraintendetemi, non sono contro l'anonimato in rete, anzi...

se uno degli obiettivi è rimanere "anonimi": cercherei di commettere meno errori,
se invece l'anonimato non è un obiettivo: allora scusate il disturbo.

Se vi interessa la firma: il whois è vostro amico.

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