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Autore Topic: La grande bugia  (Letto 6105 volte)
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« il: Aprile 03, 2008, 19:49:35 »

La grande bugia - Le sinistre italiane e il sangue dei vinti.
Giampaolo Pansa


L'autore, storico di sinistra e convinto antifascista, ci conduce in un viaggio attraverso l'Italia del biennio 1943-1945, fino alla liberazione e, soprattutto, nei mesi appena successivi.

Riferimenti puntuali, prove concrete e testimonianze dirette di chi quel periodo l'ha vissuto veramente, aiutano il lettore a comprendere veramente quella che lo stesso autore definisce "La grande bugia", grazie ad una rivisitazione dell'attività partigiana e di quella "vulgata resistenziale" (parole testuali) che da sempre cercano di farci passare per realtà ciò che invece non è altro che un muro per nascondere verità ben diverse.

Sinceramente, vista la mia giovane età ed la mia bassissima conoscenza storica, sono rimasto veramente catturato dal sapere che esiste una storia così differente da quella che mi è stata raccontata fino ad ora, nonchè positivamente colpito dal fatto che a svelarmi queste verità sia stato qualcuno che in realtà avrebbe avuto più di un motivo per nasconderle.
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« Risposta #1 il: Aprile 03, 2008, 20:49:00 »

Non mi pare questa gran novità, se (ad esempio) già da qualche anno si celebra l'anniversario delle vittime delle persecuzioni comuniste dell'immediato dopoguerra nella Venezia Giulia (le foibe) da parte delle truppe titine.
E poi basta chiedere ai propri genitori (nel tuo caso i nonni, vista la tua "giovane età"  ) cosa successe immediatamente dopo il passaggio degli americani a quanti avevano professato (e a volte anche manifestato pesantemente) la propria fede verso il fascismo.
Non dico che sia una cosa buona (anzi, tutt'altro) ma è noto che la storia viene scritta dai vincitori: purtroppo il perdono, dopo un periodo violento come il fascismo, sarebbe stato cosa da santi, e non da persone stremate da una guerra disastrosa. Fortunatamente chi ha memoria dei fatti, a volte decide di scrivere sull'argomento senza pregiudizi e senza bende ideologiche sugli occhi. Avrei però voluto vedere qualcosa di simile anche da parte di qualcuno che aveva aderito, magari anche in buona fede, al fascismo: qualcosa del genere l'ho letto solo da parte di Indro Montanelli.
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« Risposta #2 il: Aprile 04, 2008, 08:55:48 »

Infatti, ciò che mi ha più stupito è che, pur essendo un qualcosa che avrebbe dovuto esser noto (almeno a legger quanto scritto sul testo), io ignoravo molti aspetti perchè le uniche informazioni che avevo derivavano dai media più popolari e,come hai detto tu, si tratta di fonti appartenenti alla schiera dei vincitori.

La cosa più difficile da accettare per me, non è tanto ciò che avvenne nell'immediato dopoguerra (bisognava esser santi.....), ma tutta l'opera di negazione di questi fatti ancora oggi. Credo che pochi, al giorno d'oggi, si battano per negare le nefandezze del nazi-fascismo (l'ha fatto anche il massimo esponente di AN poco tempo fa)....nessuno dall'altra parte, di contro, ammette le stesse responsabiltà.

In ogni caso, proprio in quest'opera, ci sono anche delle testimonianze e dei riferimenti ad autori che all'epoca si erano schierati (come la maggior parte della popolazione italiana di quegli anni) con il fascismo mussoliniano e che, criticano aspramente tanto l'uno quanto l'altro estremo.
 
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« Risposta #3 il: Aprile 04, 2008, 09:38:59 »

La cosa più difficile da accettare per me, non è tanto ciò che avvenne nell'immediato dopoguerra (bisognava esser santi.....), ma tutta l'opera di negazione di questi fatti ancora oggi. Credo che pochi, al giorno d'oggi, si battano per negare le nefandezze del nazi-fascismo (l'ha fatto anche il massimo esponente di AN poco tempo fa)....nessuno dall'altra parte, di contro, ammette le stesse responsabiltà.

Questo non è del tutto vero, se pensi che il Giorno della Memoria per ricordare le vittime delle foibe è stato istituito da Giorgio Napolitano (ex-PCI).

In ogni caso, proprio in quest'opera, ci sono anche delle testimonianze e dei riferimenti ad autori che all'epoca si erano schierati (come la maggior parte della popolazione italiana di quegli anni) con il fascismo mussoliniano e che, criticano aspramente tanto l'uno quanto l'altro estremo.

Infatti, questo riconoscimento delle atrocità da entrambe le parti era necessario. E' solo stato un po' troppo tardivo, per entrambe le parti: 60 anni sono troppi per ristabilire un clima di distensione tra le varie parti politiche. Ora mi sembra comunque che le cose siano migliorate, salvo qualcuno che ancora rievoca pericoli rossi o neri di varia natura e che a mio avviso non ci sono più (o comunque sono trascurabili).
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« Risposta #4 il: Aprile 04, 2008, 11:48:34 »

La cosa più difficile da accettare per me, non è tanto ciò che avvenne nell'immediato dopoguerra (bisognava esser santi.....), ma tutta l'opera di negazione di questi fatti ancora oggi. Credo che pochi, al giorno d'oggi, si battano per negare le nefandezze del nazi-fascismo (l'ha fatto anche il massimo esponente di AN poco tempo fa)....nessuno dall'altra parte, di contro, ammette le stesse responsabiltà.

Questo non è del tutto vero, se pensi che il Giorno della Memoria per ricordare le vittime delle foibe è stato istituito da Giorgio Napolitano (ex-PCI).


Si...si...sono perfettamente d'accordo. Infatti, il libro in premessa cita proprio un'estrapolazione del discorso di Napolitano nel giorno del suo insediamento, in cui vengono aspramente condannati gli eccessi e le intolleranze di quel periodo.

Io, però, mi riferivo a coloro che dovrebbero "narrare" oggettivamente la storia. A tutti quelli che lo storico lo fanno di "mestiere" e ci tengono ad esser definiti tali, salvo poi scoprire che in realtà raccontano le verità in modo molto più fazioso che non in un qualsiasi circolo politico. 
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« Risposta #5 il: Aprile 04, 2008, 12:03:52 »

Io, però, mi riferivo a coloro che dovrebbero "narrare" oggettivamente la storia. A tutti quelli che lo storico lo fanno di "mestiere" e ci tengono ad esser definiti tali, salvo poi scoprire che in realtà raccontano le verità in modo molto più fazioso che non in un qualsiasi circolo politico. 

Eh, questo è un problema che difficilmente verrà mai risolto, e non solo per questi argomenti: chi narra una parte la assume sempre, per quanto si sforzi di essere imparziale. Figuriamoci se non si sforza nemmeno... 
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« Risposta #6 il: Aprile 04, 2008, 15:35:27 »

Io, però, mi riferivo a coloro che dovrebbero "narrare" oggettivamente la storia. A tutti quelli che lo storico lo fanno di "mestiere" e ci tengono ad esser definiti tali, salvo poi scoprire che in realtà raccontano le verità in modo molto più fazioso che non in un qualsiasi circolo politico. 

Eh, questo è un problema che difficilmente verrà mai risolto, e non solo per questi argomenti: chi narra una parte la assume sempre, per quanto si sforzi di essere imparziale. Figuriamoci se non si sforza nemmeno... 

E' proprio per questo che si parla di "GRANDE BUGIA
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« Risposta #7 il: Aprile 08, 2008, 13:10:15 »

Vado subito a comprarlo!!! Grazie per il consiglio!
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« Risposta #8 il: Luglio 09, 2008, 11:54:48 »

L'ho letto tutto d'un fiato!!!!
Veramente bello... Tant'è che ho comprato anche "Il Sangue dei Vinti"
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« Risposta #9 il: Luglio 15, 2008, 15:40:22 »

L'ho letto tutto d'un fiato!!!!
Veramente bello... Tant'è che ho comprato anche "Il Sangue dei Vinti"

...anche io, ma non sono ancora riuscito a finirlo.
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