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Autore Topic: Giorno della Memoria - 27 gennaio 2015  (Letto 2152 volte)
luigi
Guitto
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« il: Gennaio 27, 2015, 14:51:26 »

Oggi si ricorda il 70° anno della liberazione del Lager di Auschwitz.
Non occorrono molte parole per condannare l'eccidio perpetrato verso un popolo che aveva come unica "colpa" quella di avere un'altra religione, ma non dimentichiamoci nemmeno degli internati per motivi politici, di orientamento sessuale o solamente perchè non "perfetti per la razza ariana".

Questo il comunicato ufficiale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali:

Citazione
Il 27 gennaio si celebra il “Giorno della Memoria”, istituito, in Italia, con la legge 211 del 20 luglio 2000. La Repubblica italiana, infatti, riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", per ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati (art.1).

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Se questo è un uomo - Primo Levi - Incipit


Nel nostro piccolo, ricordiamoci di una figura come Fortunato Sonno, il fattore della Fattoria del Conte di Brazzà (Giusto fra le Nazioni) ma anche che la nostra comunità aveva un ghetto, situato nell'attuale Via Manin (vicino la Ripa) che vi invito a visitare sia per quello che rappresenta sia per la particolarità del luogo.

Vi lascio con un articolo del nostro compaesano Prof. Bonafede Mancini - http://www.bibliotecaviterbo.it/biblioteca-e-societa/2003_1-2/Mancini.pdf - sempre attento storico e divulgatore insieme al caro Romualdo Luzi.
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