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Autore Topic: AFFANCUOLO A......  (Letto 29591 volte)
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« Risposta #30 il: Novembre 22, 2005, 19:02:10 »

Aohhh mo basta voi due che sennò ve mannamo da Vespa a "Porta a porta".
Entro nel vostro ping pong ma ne esco subito.
per Piotr: è verto che in Italia si ingigantisce sempre tutto mentre a volte l'indifferenza sarebbe una gran cosa....
per Skyer: anche Riina e Badalamenti sono due persone coerenti...
ciao ciao
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« Risposta #31 il: Novembre 22, 2005, 21:28:21 »

Vabbè...su suggerimento del trap...prima che qualcuno ci convochi da Vespa o a Forum...ci diamo un taglio...
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« Risposta #32 il: Dicembre 15, 2005, 18:46:13 »

un po' di benzina sul fuoco che si è quasi spento...

cito Giancarlo Baccini da "Il Messaggero" del 14/12/2005 S. Giovanni.
"Se Paolo Di Canio fosse un autentico laziale, come fantasiosamente si autodefinisce, saprebbe che la lazialità può essere celebrata in molte maniere ma men che mai col saluto romano. Nel 1927 il Partito Fascista voleva infatti che la S.S. Lazio sparisse. E sapete perchè? per fondersi con le altre otto società calcistiche dalle cui macerie fumanti gli ideologi del Duce avevano deciso di edificare, per decreto, l'A.S. Roma... Si trattò di un'operazione pianificata nell'ambito di quella che oggi chiameremmo una "strategia di comunicazione" tesa a rivitalizzare il mito della romanità imperiale per usarlo quale catalizzatore del consenso popolare attorno alle politiche nazionaliste di Mussolini, una strategia che non poteva non servirsi, anche del linguaggio dello sport. Ecco perchè la Roma ha i colori del senato, porpora e oro, ed è portatrice di valori di massa. La lazialità, al contrario, è impregnata dei valori individuali della borghesia di fine XIX secolo, è costruita attorno all'ideale decoubertiano dell"importante non è vincere, ma partecipare e porta i colri della Grecia Olimpica. E' per questo che i fascisti ("Vincere e vinceremo") la aborrivano al punto di tentare di abolirla per decreto. E' vero che la Lazio si salvò grazie all'intervento di un gerarca che aveva la forza per sventare quel tentativo, il generale Vaccaro: ma Vaccaro era un militante vecchio stampo, di cultura ottocentesca. Fu dunque a causa del Fascismo che la Lazio e i suoi accoliti divennero minoranza elitaria e cominciarono ad essere "perseguitati" dalla maggioranza populista. Ecco perchè per gli autentici laziali, e soprattutto per le migliaia di atleti di 34 diverse discipline sportive che danno corpo agli ideali del 1900 e indossano il bianco e il celeste stringendo la mano agli avversari, il fatto che Di Canio e i suoi amichetti con le svastiche si sentano i rappresentanti "puri e duri" della lazialità e come tali vengano fatti passare-per ignoranza e/o pregiudizio- non è soltanto un inconcepibile sfregio alla storia ma un duplice, intollerabile, insulto."

Io ne traggo un insegnamento: LA POLITICA DEVE RIMANERE FUORI DAL CALCIO E DA QUALSIASI SPORT. Basta con i simboli politici allo stadio e basta con i gesti politici dei calciatori. Il tifo è bello perchè  è passione, altrimenti come si spiegherebbe Fausto Bertinotti tifoso del Milan? Anzi, è proprio lo sport che deve essere una forza di aggregazione e di apertura nei confronti di chi non la pensa come noi su altri argomenti, anche più seri. Almeno credo.
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« Risposta #33 il: Dicembre 15, 2005, 20:19:30 »

un po' di benzina sul fuoco che si è quasi spento...

cito Giancarlo Baccini da "Il Messaggero" del 14/12/2005 S. Giovanni.
"Se Paolo Di Canio fosse un autentico laziale, come fantasiosamente si autodefinisce, saprebbe che la lazialità può essere celebrata in molte maniere ma men che mai col saluto romano. Nel 1927 il Partito Fascista voleva infatti che la S.S. Lazio sparisse. E sapete perchè? per fondersi con le altre otto società calcistiche dalle cui macerie fumanti gli ideologi del Duce avevano deciso di edificare, per decreto, l'A.S. Roma... Si trattò di un'operazione pianificata nell'ambito di quella che oggi chiameremmo una "strategia di comunicazione" tesa a rivitalizzare il mito della romanità imperiale per usarlo quale catalizzatore del consenso popolare attorno alle politiche nazionaliste di Mussolini, una strategia che non poteva non servirsi, anche del linguaggio dello sport. Ecco perchè la Roma ha i colori del senato, porpora e oro, ed è portatrice di valori di massa. La lazialità, al contrario, è impregnata dei valori individuali della borghesia di fine XIX secolo, è costruita attorno all'ideale decoubertiano dell"importante non è vincere, ma partecipare e porta i colri della Grecia Olimpica. E' per questo che i fascisti ("Vincere e vinceremo") la aborrivano al punto di tentare di abolirla per decreto. E' vero che la Lazio si salvò grazie all'intervento di un gerarca che aveva la forza per sventare quel tentativo, il generale Vaccaro: ma Vaccaro era un militante vecchio stampo, di cultura ottocentesca. Fu dunque a causa del Fascismo che la Lazio e i suoi accoliti divennero minoranza elitaria e cominciarono ad essere "perseguitati" dalla maggioranza populista. Ecco perchè per gli autentici laziali, e soprattutto per le migliaia di atleti di 34 diverse discipline sportive che danno corpo agli ideali del 1900 e indossano il bianco e il celeste stringendo la mano agli avversari, il fatto che Di Canio e i suoi amichetti con le svastiche si sentano i rappresentanti "puri e duri" della lazialità e come tali vengano fatti passare-per ignoranza e/o pregiudizio- non è soltanto un inconcepibile sfregio alla storia ma un duplice, intollerabile, insulto."

Io ne traggo un insegnamento: LA POLITICA DEVE RIMANERE FUORI DAL CALCIO E DA QUALSIASI SPORT. Basta con i simboli politici allo stadio e basta con i gesti politici dei calciatori. Il tifo è bello perchè  è passione, altrimenti come si spiegherebbe Fausto Bertinotti tifoso del Milan? Anzi, è proprio lo sport che deve essere una forza di aggregazione e di apertura nei confronti di chi non la pensa come noi su altri argomenti, anche più seri. Almeno credo.

Ho letto anche io questo articolo e nonostante le affermazioni fatte siano reali, mi permetto di sottolineare, anzi direi riportare le parole del diretto interessato, che Di Canio ha parlato di "appartenenza" ad un popolo e non di "lazialità".

Penso che nessuno debba insegnare al sig. Paolo Di Canio cosa sia la lazialità...lui che ha rinunciato a circa 750.000 all'anno Euro pur di giocare in una Lazio scarsa e sull'orlo del fallimento!!!!

Sul fatto che poi la politica debba restare fuori dagli stadi, potrei anche essere d'accordo...ma mi sembra pura utopia...considerando anche che di questa espressione ormai se ne abusa...al giorno d'oggi si parla di politica nelle scuole...nelle piazze...nei luoghi di lavoro...non vedo perchè lo stadio dovrebbe costituire un'eccezione...solo perchè li' si fa sport?...sarebbe come dire che il calcio non dovrebbe netrare a Montecitorio...dove invece se ne disquisisce anche troppo!

Inoltre ormai è diventato quasi uno sport nazionale sparare a zero su Di Canio...se lo stesso gesto fosse stato fatto da un altro nessuno avrebbe alzato un tal polverone poichè non avrebbe ottenuto il consenso della massa e la cassa di risonanza sperata!

A titolo esemplificativo ricordo la famsa magli di Buffon quando ancora giocava nel Parma (con la scritta "boia chi molla")...se ne parlo' per mezz'ora e poi ando' a finire nel dimenticatoio...proprio perchè si tratta, in generale, di gesti che lasciano il tempo che trovano...se invece si tratta di Di Canio...apriti cielo!!!

Senza dimenticare poi che durante la giornata gli era stato sparato un razzo addosso...era stato pesantemente insultato...ed era stato toccato nei suoi affetti piu' cari...quelli cheavrebbero portato ognuno di noi (...brava gente e non dei teppisti!) a fare gesti fuori dalla norma!

Infine, solamente per sottolinearlo, continuo a ripetere che si usano due pesi e due misure...sapete chi era a Livorno cosa mi ha raccontato?...che per tutto il secondo tempo della partita...ininterrottamente per 45 minuti è stata intonata "Bandiera rossa"!!!

Ma quello va bene vero???...in quel caso non è politica????..non deve rimanere fuori dagli stadi???...alla stregua delle bandiere del CHE!!!..e solo perchè il saluto romano è marchiato dalla legge e le bandiere rosse no!!!!

DAVVERO UNA GRAN BELLA GIUSTIFICAZIONE!!!!
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« Risposta #34 il: Dicembre 16, 2005, 10:47:06 »

Scusatemi, ma proprio non riesco a capire perchè non si possa pretendere un tifo apolitico, proprio non capisco che c'azzecca la politica con il calcio...
Immaginiamo un tifoso del Livorno di destra: quando la curva intona bandiera rossa se canta si sente male, se non canta gli fanno male!!!
Un tifoso laziale di sinistra, e ce ne sono, quando arriva in curva e vede le croci celtiche quanto meno si imbarazza e credo si vergogni anche un po' no?
Quindi questo stato delle cose ha rovinato la passione calcistica di una parte delle tifoserie di ciascuna squadra, perchè ormai tutti gli ultras hanno una appartenenza politica e sinceramente vedere ragazzi di sedici anni che sventolano bandiere di cui non conoscono nemmeno il significato mi fa inca@@are parecchio...
Rispondo a Skyer: cantare bandiera rossa allo stadio per tutto il secondo tempo mi sembra assurdo perchè si tratta di una partita di calcio e non di un comizio.
Quanto a Di Canio, per l'ennesima voltaaaaa: non capisce o non sa che il gesto del saluto romano non è ammesso dalla legge italiana, giusta o sbagliata che sia. Il clamore è dovuto al fatto che è un recidivo e comincia pure a rompere le scatole!!!
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« Risposta #35 il: Dicembre 16, 2005, 13:22:12 »

Quoto appieno Trap, soprattutto per il modo in cui viene propinata la politica negli stadi. Tutto si riduce a slogan e simboli che servono solo per sentirsi gruppo, e per vedere l'avversario come qualcosa "'d'altro". più facile da attaccare. In realtà quello che si dice nella curva sono solo ideali politici di partiti e di storia che non esiste più da decenni. Sfido chiunque a trovare nel panorama politico italiano un partito fascista.
La cosa rammarica perchè non sono molti i sedicenni, come dice il trap, sono molti i maggiorenni, gente che va a votare convinta delle cazzate che dice senza rendersi conto che il mondo è cambiato e sarebbe ora di fare una seria presa di coscienza. Per quanto riguarda il gesto, nella mia convinzione che sia un paraculetto, non è un caso che lo abbia fatto a livorno. Per il resto ci penserà la giustizia ordinaria. L'altra volta se l'è cavata con due multe sempre erogate dalla disciplinare, io rimango dell'idea che quando il reato è penale deve essere scontato nella giusta sede.
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« Risposta #36 il: Dicembre 19, 2005, 21:26:58 »

Altro capitolo della Soap Dicanio...

Fonte ansa.it

Citazione
Ammenda 10 mila euro a Lazio per responsabilita' oggettiva  (ANSA) - MILANO, 19 DIC - Un turno di squalifica e' stato inflitto a Paolo Di Canio per un gesto 'certamente da interpretare come un saluto romano'. Lo ha deciso il giudice sportivo in relazione al gesto rivolto dal giocatore della Lazio alla sua curva durante la gara contro la Juventus. Inflitta inoltre un'ammenda di 10 mila euro alla Lazio per responsabilita' oggettiva. Secondo il giudice il gesto e' 'evocativo del regime fascista e caratterizzato da discriminazione razziale'.

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« Risposta #37 il: Dicembre 19, 2005, 22:06:41 »

Pochi commenti, è dall'inizio di questo topic che sostengo che fare il saluto romano è reato. La sentenza era ovvia.
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« Risposta #38 il: Dicembre 20, 2005, 12:28:33 »

oh finalmente. sono abbastanza soddisfatto!!!

ma non tanto per quel saluto da coglione, quanto per il fatto che mi stanno sulle scatole quelli che non vogliono capire quando devono farla finita!!!


Beh speriamo che qualcun'altro capisca, tanto per lui secondo me non c'è speranza!!!!
 

un saluto al grande "ZORO"!!!!
 
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« Risposta #39 il: Dicembre 20, 2005, 16:52:15 »


un saluto al grande "ZORO"!!!!
 

E' no... qui andiamo sull' altro estremo...toccare oggi Zoro è come toccare il Messia! Come lo toccano gli arbitri fischiano...e questo razismo al contrario lo trovo veramente sconvolgente!
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« Risposta #40 il: Dicembre 20, 2005, 17:26:26 »

OK hai ragione!!!!

 
Però mi era rimasto simpatico uno che ..tutto insieme.. prende la palla, sbraita, si ammutolisce e si fa rincorrere come un ragazzino solo perchè gli dicono NEGRO.
Anche perchè in fondo lo è........................


UN RAGAZZINO!!!!  NO???

CIAO CIAO 
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« Risposta #41 il: Dicembre 20, 2005, 19:36:33 »

Spero di aver capito male...
Alfeuss, amico fraterno mio, cosa volevi dire con razzismo al contrario??? Lì l'unico vero coglione fu Martins, che non riuscì neanche ad indignarsi. Ultimamente la cassazione ci ha deliziato con la perla che dire ad uno sporco negro non è insultarlo... Ma stiamo scherzando??? RAzzismo, Gesti fascisti, tutta questa bella manfrina non fa altro che scaldare gli animi di quelle nobili persone che popolano stadi e ditorni, giustificando ogni forma di violenza.

Fare il coro della scimmia a uno di colore, non è da coglioni,  è da criminali.
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« Risposta #42 il: Dicembre 21, 2005, 01:20:12 »

Eccoci qua...lo sapevo...mi ero promesso di non risondere piu' sul tema, ma di fronte a tanto accanimento la mia indole di tifoso e di uomo mi dice di precisare un paio di cose.

Partiamo dall'inizio...qui o si fa finta di non capire o non si capisce proprio!

Sento parlare di gente che ha rotto le scatole (vero Trap?...vero Leonardo?)...quando gli unici che cominciano a stufare davvero sono quei soloni benpensanti da salotto che dispensano massime di vita e di ideali dall'alto della loro cassa di risonanza!

Sento parlare di gente paraculetta (vero Piotr?)...quando invece gli unici furbi sono quei personaggi da quattro soldi che speculando sull'accaduto sparano a zero su Di Canio per ottenere consensi e probabilmente qualche voto in piu' alle prossime elezioni che si terranno fra qualche mese...a nulla interessandogli veramente la vicenda!

Tanto per chiarire qualche aspetto vi riporto le dichiarazioni ufficiali del sig. Paolo Di Canio...se poi non ne vogliamo tenere conto è un altro discorso, ma per dovere di cronaca ed imparzilità nei giudizi penso che sia necessario far fede a cio' che il diretto interessato dice piuttosto che alle interpretazioni o alle strumentalizzazioni di chi sta all'esterno.

Per maggior precisione si tratta di affermazioni fatte in diretta a Sky, dove l'interlocutore era Boban e riportate anche dal Messaggero e dal Corriere dello sport di martedi 20 dicembre.

"Sono dell'idea che la politica debba restare fuori dagli stadi (...) ma quando parlo di politica intendo tutta la politica non solamente quella che fa comodo all'opinione pubblica"

"Il mio saluto non è un saluto fascista, bensì il saluto romano, e rappresenta un senso di appartenenza a Roma ed al popolo laziale (...) se poi qualcuno vuole necessariamente trasfigurarlo e trasformarlo in qualcos'altro non posso certo assumermene la responsabiltà"

"Non mi occupo di politica e nonostante tutti conoscono le mie idee a riguardo non mi rispecchio in nessun partito..nè di destra nè di sinistra, ma come ho avuto sempre modo di ripetere stimo e mi riconosco in un determinato periodo storico"

"Nessuno puo' impedirmi di salutare la mia gente in determinato modo o impormi di farlo in altro modo...basterebbe che i miei gesti non vengano strumentalizzati a piacimento di chi li osserva e per i loro interessi personali"

"Sono anni che saluto i miei tifosi in questo modo, lo facevo anche in Inghilterra, un paese dove sicuramente risiedono molte piu' persone di colore rispetto all'Italia e nessuno si è mai scandalizzato e mai un tal gesto è stato trasfigurato in tal maniera"

"Durante la partita Lazio-Juve gli stessi Dabo e Delio Rossi hanno salutato il pubblico allo stesso modo proprio per dimostrare a tutti che intorno a loro non sarebbe scoppiato alcun caso e che fa comodo interpretare e strumentalizzare solamente i miei gesti perchè per l'opinione pubblica ormai sono il caprio espitorio su cui riversare tutte le accuse...e così è stato!"

"Continuero' a salutare come voglio e come sono abituato a fare, ben sapendo che il mio gesto non ha nulla a che vedere con la politica e con il fascismo...nessuno puo' ledere la mia libertà se io non faccio del male a nessuno e nessuno puo' impedirmi di farlo."

A conferma di quanto detto ricordo che lo stesso Thuram a precisa domanda dopo la partita ha detto "...non ci vedo nulla di male, anche perchè lo stesso Di Canio mi ha spiegato che non si tratta di un gesto politico ma solo di un saluto che veniva fatto nell'antica Roma...ed ognuno ha diritto a fare cio' che vuole se non calpesta il rispetto altrui."

Ora il punto è questo...possiamo continuare a pensarla come ci pare...ad avere ognuno le nostre idee politiche ma nessuno puo' arrogarsi il diritto di interpretare cio' che gli altri fanno o dicono...se dalla mia bocca esce la parola "bianco", nessuno puo' permettersi di affermare che avrei voluto dire "nero"!

E cosa ancor piu' importante nessuno puo' impedirci di salutare...parlare...camminare...gesticolare...saltare...correre...eccetera eccetera...come vogliamo...sempre nel rispetto dell'altrui libertà!
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« Risposta #43 il: Dicembre 21, 2005, 15:21:21 »

Sui giornali, alla televisione e in tutte le altre sedi non si fa altro che parlare di politica fuori dagli stadi. Tutti sembrano dimenticare che qui di politica non si parla. Si parla di reato, e quindi perseguibile. Se poi vogliamo credere alle cazzate allora diciamo che DiCanio fa il saluto romano perchè ricorda l'impero dei Cesari... Ma per cortesia, quello è il saluto fascista di chi ha dichiarato che l'unico libro di storia che legge è la biografia del Duce.
E non è assolutamente vero che la libertà finisce dove comincia quella dell'altro, è una bella frase che non vuole dire assolutamente nulla. La libertà è regolata dalle leggi dello stato, e una specifica legge ed una prelegge costituzionale non permettono tale manifestazione. Se poi Dabo è così coglione da salutare con il gesto romano peggio per lui, si dimentica quello che la curva laziale ha sempre pensato e sostenuto, fino a costringere un campione come Aron Winter a lasciare Roma, e ad impedire per anni che nella Lazio giocassero giocatori di colore.

Alla stupidità non v'è fine!
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« Risposta #44 il: Dicembre 21, 2005, 19:33:46 »

Sui giornali, alla televisione e in tutte le altre sedi non si fa altro che parlare di politica fuori dagli stadi. Tutti sembrano dimenticare che qui di politica non si parla. Si parla di reato, e quindi perseguibile. Se poi vogliamo credere alle cazzate allora diciamo che DiCanio fa il saluto romano perchè ricorda l'impero dei Cesari... Ma per cortesia, quello è il saluto fascista di chi ha dichiarato che l'unico libro di storia che legge è la biografia del Duce.
E non è assolutamente vero che la libertà finisce dove comincia quella dell'altro, è una bella frase che non vuole dire assolutamente nulla. La libertà è regolata dalle leggi dello stato, e una specifica legge ed una prelegge costituzionale non permettono tale manifestazione. Se poi Dabo è così coglione da salutare con il gesto romano peggio per lui, si dimentica quello che la curva laziale ha sempre pensato e sostenuto, fino a costringere un campione come Aron Winter a lasciare Roma, e ad impedire per anni che nella Lazio giocassero giocatori di colore.

Alla stupidità non v'è fine!

Eh no.....mi dispiace proprio, ma questo da te non me lo aspettavo!
Tu che sei cosi' preciso nel riportare le cose e citi (...giustamente!) sempre le fonti da cui le tue affermazioni provengono...in maniera tale che nessuno possa minimamente immaginare che cio' che dici non sia vero!

Questa volta hai preso cosi' tanti abbagli in un solo post che davvero sembra difficile immaginare che sia stato tu a scriverlo.

1) Fino a prova contraria (e difficilmente in questo caso potrà esserci) nessuno puo' permettersi di dubitare delle parole e delle affermazioni di chi compie un certo gesto.
Arrogarsi il diritto di interpretarlo e pretendere che sia l'assoluta verità solo perchè ci conviene e sostiene le nostre tesi è assolutamente ingiusto!
Se Di Canio ci viene a dire che quello rappresenta il saluto romano ed è un gesto di appartenenza ad una città e ad un popolo, mi sembra piuttosto presuntuoso affermare il contrario e pretendere che sia la verità.
Si puo' anche non credere a cio' che ci viene detto, ma non si puo' esser sicuri di aver ragione!

2) Nell'intervista a Paolo Di Canio andata in onda la settimana scorsa su Canale 5, durante la trasmissione "L'antipatico", a precisa domanda lo stesso Di Canio ha risposto "sono una persona che legge moltissimo, soprattutto i libri di storia e sui grandi personaggi che l'hanno fatta...ed affermare che io legga solamenti testi sul Duce è pura falsità".
Anche in questo caso possiamo fare orecchie da mercante e continuare a credere quel che sosteniamo solo per un assioma che ci permette di dare forza alle nostre idee...ma la realtà delle cose non cambia!

3) Che la libertà personale finisce dove comincia quella degli altri non è assolutamente una bella frase senza significato, ma è il principio su cui sono formulate le leggi che regolano la democrazia!

4) Che Dabo sia un coglione puo' essere una personale opinione, cosi' come io invece posso pensare che è un uomo assolutamente estraneo all'ipocrisia che pervade oggi molte persone di colore e non, pronte a strumentalizzare a loro favore ogni piccola situazione e a gridare allo "scandalo razzista" non appena viene coinvolto qualcuno di una razza diversa.
A Dabo invece l'onore di aver provato a far capire di smetterla di fare le vittime...di cercare sempre il colpevole...e di sbattere il mostro in prima pagina!!!

5) Nella Lazio giocano ben 4 giocatori di colore (Cesar, Manfredini, Liverani, Dabo) e nessuno di loro è stato mai contestato per il colore della pelle!
Forse i tempi a cui tu ti riferisci risalgono a qualche lustro fa!!!

6) Aron Winter è stato un idolo della curva nord (...io ero abbonato allo stadio e so cosa succedeva!) e non è assolutamente vero che se ne sia andato per problemi di stampo razzista, ma solamente perchè, dopo aver giocato diversi anni in maglia biancoceleste ha trovato una squadra (l'Inter) che gli offriva maggiori soddisfazioni economiche e sportive.
Ti vorrei far rivedere il filmato dell'ultima partita da lui giocata all'olimpico...cosi' potresti capire cosa rappresentava Winter per la Curva Nord e il modo con cui è stato acclamato e salutato!!!!!

Infine...se a "Voi" fa comodo, continuate a parlare di reato penale...di saluto fascista...di razzismo...di condanne...di politica...ma l'unica cosa che veramente conta, almeno in una società dove l'innocenza è presunta e la colpevolezza deve essere dimostrata, sono le parole del diretto interessato....che ci vogliate credere o meno!!!
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