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Autore Topic: Un ricco fanculo alla riforma scolastica  (Letto 22901 volte)
ciocchetto
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« il: Ottobre 30, 2008, 10:04:37 »

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950.

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza.
Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali.
C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata.
Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci).
Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle.
Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito.
Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori, si dice, di quelle di stato.
E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private.
A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.
Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private.
Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.


Vabbe', qualcuno dirà che Piero Calamandrei era "communista", tanto si usa questo termine ormai per screditare le opinioni di chi la pensa diversamente dall'attuale maggioranza, ma faccio notare che quanto ho riportato risale a circa 60 anni fa ed è tragicamente attuale. E per chiudere il discorso con chi siano i facinorosi, consiglio la lettura di quest'altro "communista" di Curzio Maltese, che mi ricorda tanto il 20 luglio del 2001: al governo c'era sempre lo stesso pagliaccio di oggi.
L'amarezza che provo in questi giorni per queste vicende non viene tanto da una riforma che è sì necessaria ma non nei termini proposti, quanto nel fatto che temo che i nostri figli difficilmente potranno studiare (nel senso di "saranno in grado di") come è stato permesso a noi.
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« Risposta #1 il: Ottobre 30, 2008, 10:58:24 »

L'autonomia scolastica poteva essere gestita meglio da tutti i facinorosi che si sono succeduti al potere locale nelle scuole superiori e università,diminuendo costi e sprechi....quanto costa annualmente ogni corso di laurea con 1-2 iscritti o tutte le varie succursali aperte in centri di 5-10.000 abitanti?!
Cosa ha creato finora la scuola italiana con l'invenzione di centinaia di inutili corsi di studio?!
Ha creato il piu' alto tasso europeo di non laureati!!!
Con una categoria di tali inadempienti in cosa dovrebbe investire lo stato?
Un taglio alla ricerca deve essere pur fatto permettendo di entrare ai piu' meritevoli....assicuro che ora come ora chi entra nel campo della ricerca sono anche coloro che impiegano 10 anni per laurearsi in una facoltà di 5 anni!
E cosa vogliamo fargli ricercare a questa gente?!....è normale poi che debbano subentrare investimenti privati perchè è inutile sprecare soldi statali in tal senso....è ora di ripristinare un pò di meritocrazia e meno favoritismi!!!(a tal proposito si faccia presente che in tutte le principali università italiane casostrano i professori e i ricercatori hanno tutti vari gradi di parentela tra loro....che coincidenza!)
Ah,un ultimo appunto....tanto per tornare sugli sprechi credo tutti siano al corrente della situazione di una realtà non troppo lontana da noi:l'università di Siena,con un bel buco in bilancio di oltre 10 milioni di euro!!!Le conseguenze?!....provatelo a chiedere a chi ci studia!!!
Si rischia,come dicono loro,di "razionalizzare" molte facoltà,il che puzza tanto di chiusura....e non sarebbe questo un diritto negato agli studenti che con la finanziaria proprio non c'entra niente in quanto trattasi di anni di sprechi?!
Andiamo,in Italia il problema è sempre lo stesso:gli sprechi a destra e a sinistra,in alto e in basso....se non ci si regola non si riescono a liberare finanziamenti con tutte le conseguenze del caso!

Per quant riguarda la citazione di Ciocchetto quel discorso non ha nulla di comunista come dici,anzi....dovrebbero andare in quel senso le teorie sulla scuola!
Peccato che quel discorso è stato fatto nel dopoguerra.....forse Calamandrei riguardando i testi scolastici attuali e la propaganda vergognosa che c'è in tutte le scuole di ordine e grado avrebbe cambiato le opinioni del discorso....


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« Risposta #2 il: Ottobre 30, 2008, 11:10:53 »

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« Risposta #3 il: Ottobre 30, 2008, 11:22:42 »

L'autonomia scolastica poteva essere gestita meglio da tutti i facinorosi che si sono succeduti al potere locale nelle scuole superiori e università,diminuendo costi e sprechi....quanto costa annualmente ogni corso di laurea con 1-2 iscritti o tutte le varie succursali aperte in centri di 5-10.000 abitanti?!
Cosa ha creato finora la scuola italiana con l'invenzione di centinaia di inutili corsi di studio?!
Ha creato il piu' alto tasso europeo di non laureati!!!
Con una categoria di tali inadempienti in cosa dovrebbe investire lo stato?

Che una riforma fosse indispensabile l'ho sottolineato e ne sono convinto anche io. Ma diciamo che il metodo usato per realizzarla è assai discutibile.

Un taglio alla ricerca deve essere pur fatto permettendo di entrare ai piu' meritevoli....assicuro che ora come ora chi entra nel campo della ricerca sono anche coloro che impiegano 10 anni per laurearsi in una facoltà di 5 anni!
E cosa vogliamo fargli ricercare a questa gente?!....è normale poi che debbano subentrare investimenti privati perchè è inutile sprecare soldi statali in tal senso....è ora di ripristinare un pò di meritocrazia e meno favoritismi!!!(a tal proposito si faccia presente che in tutte le principali università italiane casostrano i professori e i ricercatori hanno tutti vari gradi di parentela tra loro....che coincidenza!)

Anche qui: sacrosanto la necessità di assicurare ai più meritevoli la possibilità di proseguire nella ricerca, anche se sui tagli sulla ricerca non sono esattamente d'accordo. Il problema, al solito, è l'applicazione e il controllo: ho potuto verificare sulla mia pelle e la cosa mi viene confermata da tutti quelli che ci sono passati, che ai posti disponibili nel campo della ricerca hanno accesso solo determinate persone che fanno capo ai cosiddetti "baroni": o fai parte di quella cerchia o sei automaticamente escluso.
Questo è un male tipico dell'Italia dei provilegi e delle corporazioni. Inutile che approfondiamo questo discorso, su questo tema so bene che non saremo mai d'accordo... 

Ah,un ultimo appunto....tanto per tornare sugli sprechi credo tutti siano al corrente della situazione di una realtà non troppo lontana da noi:l'università di Siena,con un bel buco in bilancio di oltre 10 milioni di euro!!!Le conseguenze?!....provatelo a chiedere a chi ci studia!!!
Si rischia,come dicono loro,di "razionalizzare" molte facoltà,il che puzza tanto di chiusura....e non sarebbe questo un diritto negato agli studenti che con la finanziaria proprio non c'entra niente in quanto trattasi di anni di sprechi?!
Andiamo,in Italia il problema è sempre lo stesso:gli sprechi a destra e a sinistra,in alto e in basso....se non ci si regola non si riescono a liberare finanziamenti con tutte le conseguenze del caso!

Su questo siamo d'accordo: ma non è tagliando (a zero) che si risolve il problema: nella mia azienda, tempo fa, per ridurre gli sprechi fecero una cosa simile: si arrivò all'assurdo che per lavorare ci si doveva portare la carta (e non solo le risme A4!  ) da casa propria. Ma se questo può andar bene in un'azienda privata, lo stesso metodo non può e non deve essere applicato ad un servizio sociale, che sia la scuola o la sanità. In Italia servono due cose, in questo campo, che non sono mai esistiti e saranno sempre di difficile applicazione: la responsabilizzazione delle gestioni e il controllo. Cose impossibili laddove le cariche di responsabilità e di controllo sono assegnate politicamente (e questo è un discorso che non dipende né da destra né da sinistra).


Per quant riguarda la citazione di Ciocchetto quel discorso non ha nulla di comunista come dici,anzi....dovrebbero andare in quel senso le teorie sulla scuola!
Peccato che quel discorso è stato fatto nel dopoguerra.....forse Calamandrei riguardando i testi scolastici attuali e la propaganda vergognosa che c'è in tutte le scuole di ordine e grado avrebbe cambiato le opinioni del discorso....

Sul discorso della propaganda ti inviterei a dare un'occhiata a tutti i telegiornali (tutti, nessuno escluso) in questi giorni. E oggi contano molto più i media dei libri di scuola...
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« Risposta #4 il: Ottobre 30, 2008, 11:47:21 »

Citazione
Sul discorso della propaganda ti inviterei a dare un'occhiata a tutti i telegiornali (tutti, nessuno escluso) in questi giorni. E oggi contano molto più i media dei libri di scuola...

Con la sola differenza che uno studente sta comunque a scuola per 5-6 ore e viene molto piu' bombardato di un telegiornale che dura mezz'ora e a malapena gli va di guardare!
Considerando poi che al tg i giornalisti sono stipendiati per dare notizie soggettive o quasi....i professori non sono di certo pagati per fare propaganda politica!!!

Citazione
Questo è un male tipico dell'Italia dei provilegi e delle corporazioni. Inutile che approfondiamo questo discorso, su questo tema so bene che non saremo mai d'accordo...   
Dipende da cosa intendi e troviamo un accordo....sicuramente corporazioni in campo pubblico (vedi università) sono sconsigliate essendo un bene a cui chiunque può accedere (bisognerebbe trovare un metodo di meritocrazia,magari accentrando il potere decisionale direttamente dal ministero e non dai baroni...);corporazioni in campo privato non vedo perchè non debbano esistere in quanto ognuno con la sua azienda e con i suoi soldi fa ciò che vuole!!!
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« Risposta #5 il: Ottobre 30, 2008, 12:04:10 »

Perfettamente daccordo con Ciocchetto, se andiamo avanti così sparirà la scuola pubblica.

Caschi, passamontagna e bastoni. E quando passa Cossiga
un anziano docente urla: "Contento ora?"
Un camion carico di spranghe
e in piazza Navona è stato il caos
La rabbia di una prof: quelli picchiavano e gli agenti zitti

di CURZIO MALTESE

 
Gli scontri di ieri a Roma
AVEVA l'aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c'era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. "Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane" sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un'onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.

Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.

Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano "Duce, duce". "La scuola è bonificata". Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent'anni, ma quello che ha l'aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un'altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell'università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. "Basta, basta, andiamo dalla polizia!" dicono le professoresse.

Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. "Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!" protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: "E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il funzionario urla: "Impara l'educazione, bambina!". La professoressa incalza: "Fate il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra". C'è un'insurrezione del drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti. C'è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire".

Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: "Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra". Monica, studentessa di Roma Tre: "Ma l'hanno appena sentito tutti! Chi crede d'essere, Berlusconi?". "Lo vede come rispondono?" mi dice Laura, di Economia. "Vogliono fare passare l'equazione studenti uguali facinorosi di sinistra". La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: "Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov'è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l'avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto".

Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. "È contento, eh?" gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno (...) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all'ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì".

È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".

Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L'altro risponde: "Allora si va in piazza a proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito". Passa il vice questore: "Poche chiacchiere, giù le visiere!". Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.

Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s'affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l'assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s'avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell'Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.

A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all'occupazione, s'aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. "Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo".
(30 ottobre 2008)
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« Risposta #6 il: Ottobre 30, 2008, 12:08:34 »

Con la sola differenza che uno studente sta comunque a scuola per 5-6 ore e viene molto piu' bombardato di un telegiornale che dura mezz'ora e a malapena gli va di guardare!
Considerando poi che al tg i giornalisti sono stipendiati per dare notizie soggettive o quasi....i professori non sono di certo pagati per fare propaganda politica!!!

Boh, io tutto questo bombardamento ai tempi del liceo non lo ricordo, sarà forse perché è passato ormai qualche anno ma sinceramente professori schierati non ne ho mai avuti.

Citazione
Questo è un male tipico dell'Italia dei provilegi e delle corporazioni. Inutile che approfondiamo questo discorso, su questo tema so bene che non saremo mai d'accordo...   
Dipende da cosa intendi e troviamo un accordo....sicuramente corporazioni in campo pubblico (vedi università) sono sconsigliate essendo un bene a cui chiunque può accedere (bisognerebbe trovare un metodo di meritocrazia,magari accentrando il potere decisionale direttamente dal ministero e non dai baroni...);corporazioni in campo privato non vedo perchè non debbano esistere in quanto ognuno con la sua azienda e con i suoi soldi fa ciò che vuole!!!

Per "corporazione" intendo (con termine improprio, in effetti) tutti gli ordini, le associazioni e quant'altro godano e facciano godere solo pochi di privilegi a volte persino sanciti da leggi, che in un regime di libero mercato fanno letteralmente a schiaffi con la definizione stessa di libero mercato.
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« Risposta #7 il: Ottobre 30, 2008, 12:24:11 »

Nullo,cortesemente quando fai i copia incolla CITA la fonte!
Poi se devi incollare tutto l'articolo non è più  semplice mettere direttamente il link diretto?

Link all'articolo di repubblica.
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« Risposta #8 il: Ottobre 30, 2008, 12:28:00 »

Nullo,cortesemente quando fai i copia incolla CITA la fonte!
Poi se devi incollare tutto l'articolo non è più  semplice mettere direttamente il link diretto?

Link all'articolo di repubblica.

Link peraltro già riportato nel mio post iniziale.
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« Risposta #9 il: Ottobre 30, 2008, 12:32:45 »

Citazione
Perfettamente daccordo con Ciocchetto, se andiamo avanti così sparirà la scuola pubblica.
Forse non vi rendete conto che nella scuola pubblica di pubblico c'è ben poco da quando è subentrata l'autonomia!!!
Di pubblico ci sono rimasti solo i finanziamenti che tanto paghiamo comunque di tasca nostra!
La stessa cosa esiste nella sanità e in molti altri campi....i rettori,i presidi,i direttori sanitari....sono tutti manager funzionanti a pieni poteri naturalmente gestendo i soldi nostri!
A questo punto mi tocca dare ragione alle iniziative del nanetto Brunetta....

Citazione
Boh, io tutto questo bombardamento ai tempi del liceo non lo ricordo, sarà forse perché è passato ormai qualche anno ma sinceramente professori schierati non ne ho mai avuti.
Tanto per farti un esempio il mio prof di chimica organica puntava il laser sullo schermo con la testa del Che Guevara.....come la chiami questa se non propaganda politica?
Per non parlare poi dei libri di storia delle scuole medie e superiori....a dir poco penosi....un paragrafo sui Gulach e Stalin,3 capitoli su nazismo e fascismo.....mah.....

Citazione
un regime di libero mercato fanno letteralmente a schiaffi con la definizione stessa di libero mercato.
Iniziamo col togliere la grande distribuzione dalla faccia della terra poi inizieremo a parlare di libero mercato.....ah,se intendi libero mercato sui farmaci sei un pò povero di idee,dato che non esiste il libero mercato sui farmaci onde evitare speculazioni sulla salute pubblica.....dal punto di vista organizzativo ti ricordo che la sanità italiana è presa a modello e invidiata da tutti....che poi chi la gestisce sono spesso incompetenti allora è un altro discorso....

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« Risposta #10 il: Ottobre 30, 2008, 12:50:52 »

Vorrei citare solo un ottimo articolo su "Il Sole 24Ore" sullla c.d. Riforma Gelmini
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« Risposta #11 il: Ottobre 30, 2008, 13:25:14 »

Iniziamo col togliere la grande distribuzione dalla faccia della terra poi inizieremo a parlare di libero mercato.....

Buona questa... 
Per quanto sia d'accordo che la grande distribuzione ha fatto molti danni alla nostra struttura economica, basato molto sul "piccolo", purtroppo ti sarai accorto che il mondo sta andando in senso contrario...

ah,se intendi libero mercato sui farmaci sei un pò povero di idee,dato che non esiste il libero mercato sui farmaci onde evitare speculazioni sulla salute pubblica.....dal punto di vista organizzativo ti ricordo che la sanità italiana è presa a modello e invidiata da tutti....che poi chi la gestisce sono spesso incompetenti allora è un altro discorso....

Sei il solito prevenuto... 
Non mi riferivo a quello specificatamente, ma a tutta una serie di vincoli su determinate professioni (senza scomodare la tua, una per tutte: i notai) che hanno dei privilegi che finora sono risultati intoccabili.
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« Risposta #12 il: Ottobre 30, 2008, 13:33:29 »

Tanto per farti un esempio il mio prof di chimica organica puntava il laser sullo schermo con la testa del Che Guevara.....come la chiami questa se non propaganda politica?
Per non parlare poi dei libri di storia delle scuole medie e superiori....a dir poco penosi....un paragrafo sui Gulach e Stalin,3 capitoli su nazismo e fascismo.....mah.....

Non mi ricordo se sei tu o tuo fratello ad aver frequentato il liceo di Montefiascone: ai miei tempi il professore di chimica era Mauro Di Biagio, il miglior professore che abbia mai avuto in vita mia, e lo dico con un pelo di rimpianto perché oltre ad essere stato un bravo insegnante aveva un lato umano che pochi altri "professori" hanno. Non ha mai negato né nascosto simpatie di destra (anche estrema), senza però fare apertamente propaganda. Come il professor Vincenzoni (che non ho avuto personalmente ma che ho conosciuto per altri motivi), dall'altro lato dello schieramento politico, peraltro.
Credo che il problema non sia tanto di una certa parte politica, quanto più dei singoli.
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« Risposta #13 il: Ottobre 30, 2008, 13:37:11 »

Vorrei citare solo un ottimo articolo su "Il Sole 24Ore" sullla c.d. Riforma Gelmini

A me sembra molto molto "light"... 
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solo i vili e i mediocri conoscono la sconfitta...


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« Risposta #14 il: Ottobre 30, 2008, 13:46:38 »

Parto da un presupposto...da quando ho iniziato il liceo ad oggi sono passati circa 17 anni e si sono alternati i governi più disparati, di destra...centro destra...centro sinistra...sinistra...ecc...ecc...!
Ebbene, da che io mi ricordi, ogni anno...qualune sia la riforma proposta...e da chiunque fosse proposta...ci sono stati contestazioni, manifestazioni, occupazioni e scioperi!!!

Ed a ben vedere, se ipotizziamo che il totale degli studenti sia di 100 persone:

- il 60% è a favore della riforma o completamente indifferente;
- il 30% contesta solo, senza cognizione di causa, per strumentalizzazione politica o perchè così si evitano le lezioni;
- il 10% è realmente avverso e conosce nel merito la questione, manifestando consapevolmente (giuste o sbagliate che siano le argomentazioni).

Pertanto, a livello di modalità, sono decisamente contrario a tutto quanto sta accadendo in questi giorni, che porta solamente all'impossibilità di frequentare lezioni e sostenere esami per coloro i quali vogliono esercitare il loro diritto allo studio.
E' un pò come se il 10% della popolazione decidesse per il restante 90%, ledendone diritti e libertà previsti costituzionalmente. Vuoi manifestare...contestare...dimostrare il tuo disappunto...fallo in piazza...canta...balla....esponi striscioni...ma non invadere lo spazio altrui!!!

Che poi a farlo siano i professori è un'idea che solo a pensarla mi fa rabbrividire!!!La loro protesta è volta solo a salvaguardare i privilegi di cui finora hanno goduto e non a migliorare il sistema istruzione!!

Per quanto riguarda il merito della questione, poi, io credo si debba fare un distinguo:

- mi sembra che dai commenti sopra, siamo tutti d'accordo sulla necessità di cambiare e riformare l'istruzione in Italia....quindi una riforma è necessaria!!

- si può discutere sui termini; i tagli (di cui ci si riempie tanto la bocca) sono necessari: se finora, per ipotesi, alle università venivano dati 10 euro all'anno quando ne sarebbero serviti 5, adesso non ci si può lamentare se i 5 in eccesso vengono tagliati; si fa solamente ciò che avrebbe dovuto esser fatto ab origine.
Forse, ciò che sorprende, è che questi tagli siano orizzontali e indiscriminati, mentre dovrebbero esser basati sul concetto di merito che viene tanto sbandierato! Tagliare i finanziamenti a quelle spese insensate (vedi i corsi totalmente inutili di 1 o 2 studenti che non producono nessun valore aggiunto) ma mantenere i contributi a quelle fattispecie che invece sfornano teste pensanti ed in grado di farsi valere sul mondo del lavoro....ovvero tagliare la ricerca laddove è fondamentalmente inutile o mal funzionante e sostenerla dove serve o produce risultati!

Non voglio poi commentare tutte le altre contestazioni futili ed utilizzate solo per strumentalizazioni politiche quali:
- l'avversione al maestro unico (molti della nostra generazione sono cresciuti con il maestro unico e non mi sembra che siano meno istruiti o mal cresciuti rispetto ai giovani di oggi...anzi!!!);
- il grembiule per la scuola materna (io ancora ricordo quando si andava a scuola con i grembiuli...e sentivo tutti gli altri bambini uguali senza distinizioni di ceto sociale....concetto tanto caro alla sinistra!!!);
- voto di condotta (ben venga, altrimenti si cade in una pericolosa contraddizione...un giorno ci si opera per contrastare il bullismo e gli episodi di violenza ed il giorno successivo si criticano i metodi che ti impongono di comportarti come si deve!!!).


Non mi ricordo se sei tu o tuo fratello ad aver frequentato il liceo di Montefiascone: ai miei tempi il professore di chimica era Mauro Di Biagio, il miglior professore che abbia mai avuto in vita mia, e lo dico con un pelo di rimpianto perché oltre ad essere stato un bravo insegnante aveva un lato umano che pochi altri "professori" hanno. Non ha mai negato né nascosto simpatie di destra (anche estrema), senza però fare apertamente propaganda. Come il professor Vincenzoni (che non ho avuto personalmente ma che ho conosciuto per altri motivi), dall'altro lato dello schieramento politico, peraltro.
Credo che il problema non sia tanto di una certa parte politica, quanto più dei singoli.

Anche io ho avuto il mitico Mauro Di Biagio  ....ed anche io lo rimpiango enormemente...ecco gente come lui risanerebbe la scuola, indipendentemente dalle sue idee politiche!!
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